Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Sì al rilancio di Zen, Sperone e Borgo Nuovo: "Recuperati fondi bloccati da 20 anni"

Con la firma del decreto da parte del presidente della Regione si completa l’iter avviato quasi due anni fa dal deputato Adriano Varrica per il recupero dei 57 milioni di euro per le periferie. La Cgil: "Adesso i progetti, il Comune assuma personale tecnico"

Con la firma del decreto da parte del presidente della Regione Siciliana si completa l’iter avviato quasi due anni fa dal deputato Adriano Varrica per il recupero dei 57 milioni di euro per le periferie di Palermo dimenticati e bloccati da 20 anni. “Oggi - dichiara con soddisfazione Varrica - compiamo un altro passo importante per il rilancio dei quartieri Zen, Sperone e Borgo Nuovo. Si completa quel percorso amministrativo che ho contribuito a riattivare nel marzo 2019 mettendo al tavolo il Comune e la Regione Siciliana”. 

Adesso che i fondi sono stati recuperati non senza difficoltà, bisogna spendere entro i nuovi termini stabiliti. “Non bisogna prendere in giro i cittadini - dichiara l’esponente del Movimento 5 Stelle - la vera sfida è realizzare gli interventi nei 5 anni previsti dall'accordo. Per questo già lo scorso luglio ho promosso un incontro con l'Assessore Prestigiacomo del Comune di Palermo e il Provveditore alle opere pubbliche Ievolella, proponendo la stipula di una convenzione che possa sgravare almeno in parte gli uffici tecnici del Comune. Chiederó di riunirci nuovamente nei prossimi giorni per dare finalmente ai cittadini di Palermo ciò che per oltre vent’anni è stato inspiegabilmente negato” ha concluso.

“Bene il recupero dei 57 milioni di fondi ex Gescal per Zen, Sperone e Borgo Nuovo ma riscontriamo alcune criticità. Chi farà i progetti? Che la  progettazione venga esternalizzata al provveditorato delle Opere pubbliche può servire a velocizzare i lavori in una fase di emergenza ma riteniamo non debba essere considerato un  modello unico d'azione per realizzare i cantieri. Non si possono esternalizzare tutte le opere che spetta al Comune programmare. Come da tempo chiediamo, il Comune di Palermo si doti al proprio interno del personale tecnico necessario per fare i progetti. Esternalizzare significa privarsi della possibilità di assumere giovani professionisti e di formarli per lavorare per le opere pubbliche di competenza dell'amministrazione comunale”.

La Cgil Palermo e la Fillea Cgil Palermo intervengono in merito al via libera, dato con la firma del decreto da parte del presidente della Regione,  ai fondi per 57 milioni di euro per i  lavori di rigenerazione urbana nelle periferie di Palermo. "Al tavolo anticrisi con i sindacati dell'edilizia che si è tenuto a novembre – dicono il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo e il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo -  con la partecipazione anche degli ordini professionali e del provveditorato Opere pubbliche, abbiamo avanzato al Comune la proposta di assumere ingegneri, architetti, Rup  e tecnici, con contratti di 24 mesi,  da formare con il coinvolgimento degli Enti bilateriali, anche  per la parte relativa alla progettazione con la tecnologia Bim (building information modeling). Il tavolo doveva aggiornarsi a dicembre. Chiediamo a questo punto di proseguire il confronto per affrontare in modo complessivo i progetti di riqualificazione urbana per le periferie di Palermo, anche ponendo attenzione alla qualità dell'abitare. C'è la possibilità di usare i superbonus per l'efficientamento energetico degli edifici: soprattutto in questi quartieri gli interventi previsti servirebbero a migliorare la qualità della vita. Non vorremmo finisca come con i fondi dal 2016 a disposizione del Patto del Sud, inutilizzati. Oggi ci sono anche i fondi del Recovery Fund, con 64 progetti presentati dal Comune di Palermo per 4,6 miliardi di euro, il bonus del 110 per cento, le risorse stanziate per la svolta green. Ma per non perdere queste occasioni, la soluzione è potenziare la macchina amministrativa con tutte le figure necessarie per l'espletamento dei progetti, delle gare d'appalto e per la conduzione dei cantieri”.

Per Leonardo La Piana, segretario generale Cisl Palermo Trapani, e Francesco Danese, segretario generale Filca Cisl Palermo Trapani, "la firma del decreto sui fondi ex Gescal è un fatto importante ma, come diciamo da anni, la vera sfida è utilizzare le risorse e avviare in tempi brevi i lavori per realizzazione dei progetti in questo caso per i quartieri San Filippo Neri, Borgo Nuovo e Sperone, in tempi rapidi e per questo è necessario il personale adeguato negli uffici pubblici che come sappiamo purtroppo, per quanto riguarda le figure tecniche come i progettisti, è carente”. 

La Cisl chiede che "il Comune si confronti con le parti sociali e gli ordini professionali come già fatto in una prima riunione nel mese di dicembre ma soprattutto intervenga con forza per preparare i propri uffici alla progettazione anche dei fondi previsti dal Recovery plan senza il quale si rischia di non guardare al futuro e quindi condannare il Sud e in particolare le nostre province già martoriate dalla crisi, a una condizione di fragilità ancora più grave di quella attuale. Servono architetti, ingegneri e tutti quei professionisti per accelerare i progetti. Noi siamo come sempre pronti al confronto, aprire cantieri in questa fase così delicata di forte crisi sarebbe un segnale positivo e di speranza per il futuro della nostra città".

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