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Giovedì, 30 Giugno 2022
Cronaca Libertà / Viale Diana, 3

Rifugio del cane, sos dei volontari: "Per ogni fido adottato ne arrivano altri 10"

Reportage all'interno della struttura della Favorita dove la gestione è tutt'altro che semplice. "Serve il lavoro di 40 persone e almeno 100 mila euro. E trovare fondi non è per nulla facile". Per questo i volontari hanno avuto l'idea di un calendario senza veli

E' sufficiente avvicinarsi nei paraggi per sentire i latrati dei cani, chi per far festa e chi per difendere il "proprio" territorio da nuovi visitatori. Sono circa 250 gli ospiti del Rifugio del cane abbandonato della Favorita e la struttura è ormai satura. Per ogni cane adottato, altri dieci vengono trovati o abbandonati: "A volte quando arriviamo al rifugio - ci spiega la volontaria Stefania Molinari - troviamo degli scatoloni con intere cucciolate. Negli anni passati, i randagi censiti in città erano circa 12 mila. Annualmente facciamo delle riunioni per il bilancio e pensiamo sempre a nuovi modi per aumentare le entrate". La gestione del canile risulta tutt'altro che semplice e necessita dell'apporto di 40 persone, nonché fondi che nell'arco di un anno sfiorano i centomila euro. Le uniche entrate arrivano esclusivamente da privati, amici animalisti e dal tesseramento di nuovi soci.

E allora come rispondere alle esigenze quotidiane, anche di natura economica, portando allo stesso tempo i problemi del rifugio nel mondo esterno? Con un'idea innovativa. E' nato con questo spirito "Nudi per amore", il primo calendario (GUARDA GLI SCATTI) realizzato dai volontari del Rifugio del cane abbandonato della Favorita per raccogliere fondi in favore della struttura. Ma la preoccupazione, come spiegano gli stessi protagonisti, è che questa realtà torni nel dimenticatoio poco dopo essere salita alle luci della ribalta. "Dal 1950 l'attività continuativa del rifugio è sempre la stessa. Lavoriamo sette giorni su sette. Ogni giorno - spiega la volontaria - dobbiamo dar da mangiare agli animali, rendere igienico il posto, somministrare loro le terapie prescritte dai veterinari".

Entrare "nel giro" non è facile: "Facciamo dei colloqui per capire la serietà e la disponibilità dei potenziali volontari. Non è un gioco. Quando entri nei turni - continua Stefania - devi rispettarli assolutamente. Se tocca a me essere qui il primo di gennaio, non posso pensare passare un capodanno all'insegna dell'alcool. Gli animali non possono attendere, fanno affidamento su di noi". Il calendario delle attività è serrato. Il rifugio apre alle 7 e dopo la somministrazione del pasto (una volta al giorno) e delle terapie, si passa alle operazioni di pulizia. Subito dopo è il tempo della sgambatura, grazie alla quale i cani hanno la possibilità di uscire dai box e sgranchire le zampe. Ai volontari tocca anche compilare alcune schede, segnalando i problemi di salute degli animali, così da offrire più informazioni possibili ai tanti veterinari (anch'essi volontari) che dovranno poi intervenire.