Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Terrasini, nemico dei rifiuti e amico del mare: ecco "Ciccio Kayak"

L'amore per la natura e la voglia di mettere in risalto le sue bellezze sono i cardini della missione di Francesco Tocco. Ogni giorno, da anni, esce con la sua canoa e raccoglie sacchetti, lattine e tanto altro dallo specchio dell'acqua. "Ognuno deve fare la sua parte"

"Ciccio kayak" a lavoro in acqua

"Il mare è di tutti, vale pena amarlo e rispettarlo". Questo il motto da perfetto ambientalista di Francesco Tocco, conosciuto ormai come "Ciccio Kayak", che da anni ormai va in mare a Terrasini con la sua canoa alla ricerca di rifiuti abbandonati sullo specchio dell'acqua o incastrati fra le rocce. A muoverlo in questa sua impresa titanica sono l'amore per la natura e l'educazione impartita dai genitori. "I miei - spiega - mi hanno insegnato sin da piccolo a non gettare mai nulla se non nel cestino. Mai buttato neanche una cartaccia dal finestrino dell'auto".

Francesco è, sposato e con una figlia piccola, da 15 anni coltiva la passione per il kayak, divenuto ormai suo inseparabile amico. Il suo amore per il mare è inversamente proporzionale al fastidio che gli provocano i rifiuti e il menefreghismo della gente. "Non sopporto chi si lamenta per la sporcizia - racconta a PalermoToday - e poi non fa la propria parte per evitare questo scempio. Gli stessi siciliani che vanno a Milano, spesso, pur di non buttare le cicche per terra se le mangerebbero, per una sorta di vergogna. Qua, invece, non riescono a mostrare lo stesso rispetto per l'ambiente".

La sua è una vera e propria missione, il cui obiettivo è ripulire il mare e metterne in risalto le sue bellezze, i suoi colori e odori, nella speranza che il suo comportamento possa essere da esempio per tutti. Ogni giorno, quando riesce, abbraccia il suo kayak e si dirige alla volta della costa, armato di retino, mezzo marinaio, sacchetti, pazienza e buona volontà. "Ho proposto alcuni progetti (rigorosamente a titolo volontario e gratuito) al comune di Terrasini. Mi piacerebbe - aggiunge Ciccio - organizzare delle gare con i sub. Vince chi pesca più rifiuti dal fondale. Più volte ho coinvolto mia figlia, che ha sei anni, i miei nipoti e tanti loro coetanei, facendogli vivere questa attività come un gioco. E la loro risposta è sempre stata sensazionale".

Per cercare di diffondere l'amore verso la natura, Ciccio realizza una sorta di "diario di bordo" che pubblica costantemente sul profilo Facebook "Cicciokayak Terrasini", assieme alle foto delle sue attività che, solitamente, porta avanti da solo. "Da tempo - spiega ancora - in molti mi chiedono di partecipare e questo mi rende felice. Ma dico sempre loro che c'è un prezzo da pagare: devono tornare carichi di immondizia sulla loro canoa. Spero che sempre più persone vogliano farsi coinvolgere. Il mare è un ecosistema molto fragile e tocca a noi fare il possibile per proteggerlo, anche e soprattutto nel nostro interesse. Raccolgo molto spesso pezzi di poliuretano espanso che, infrangendosi contro gli scogli, si spezza. Diventa così piccolo che i pesci lo mangiano e, quindi, magari finisce anche nei nostri stomaci".

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