Peschereccio disperso, il sindaco di Terrasini: "Marinai aspettavano fine lockdown per lavorare"

I tre uomini a bordo del "Nuova Iside" - padre, figlio e cugino - forse sopraffatti dal vento di scirocco, hanno lanciato il may-day. La Capitaneria di porto sta setacciando lo specchio di mare da Ustica a San Vito Lo Capo. Maniaci: "Siamo tutti molto preoccupati"

Il peschereccio Nuova Iside

Sono riprese all'alba di oggi le ricerche del peschereccio disperso nel tardo pomeriggio di ieri nello specchio di acqua antistante San Vito Lo Capo, nel Trapanese, con tre persone a bordo, un padre con il figlio e il cugino. Il peschereccio "Nuova Iside" è partito da Terrasini e dopo qualche ora è partito il may-day via radio. Da ieri soffia un forte vento di scirocco nella zona e oggi le condizioni meteo appaiono in peggioramento.

La Capitaneria di porto - che ha subito inviato due motovedette della Guardia costiera - sta setacciando lo specchio di mare da Ustica a San Vito Lo Capo, ma finora senza esito. Alle ricerche partecipa un elicottero HH-139A dell'82° Centro Sar (Ricerca e Soccorso) del 15° stormo dell'Aeronautica militare, decollato nella notte dall'aeroporto di Trapani.

"Aspettavano la fine del lockdown per potere ricominciare a lavorare e portare il pane a casa. Invece alla prima uscita - ha detto all'Adnkronos Giosuè Maniaci, sindaco di Terrasini - il forte vento di scirocco li ha messi in difficoltà. Siamo tutti molto preoccupati. Sono marinai esperti, tutti appartenenti alla stessa famiglia. Padre, figlio e cugino forse però non aspettavano questo cambio del vento così. Sono usciti solo per la voglia di lavorare e sono stati sfortunati".

Uila Pesca

“Siamo in ansia per la sorte dei lavoratori dispersi in mare mentre in condizioni meteo proibitive si trovavano a bordo dell’imbarcazione della Marineria di Terrasini, Nuova Iside. Ansia e rabbia. Perché in tempi di emergenza Coronavirus, quando la crisi si fa ancora più dura, i pescatori rischiano come e più di prima la propria vita nella disperazione del bisogno che li spinge oltre la paura”. Lo dichiarano la segretaria generale della Uila Pesca Enrica Mammucari e i segretari regionali Uila Pesca Tommaso Macaddino e Nino Pensabene, commentando le notizie sulla “Nuova Iside”.

“Siamo vicini – affermano gli esponenti sindacali – alle famiglie dei pescatori della Nuova Iside e alla Marineria di Terrasini. Proprio pensando a loro vogliamo sottolineare come le imprese del settore, malgrado la Cassa integrazione in deroga, siano al collasso a causa della chiusura dei canali di vendita nella ristorazione. Sono certamente utili e importanti le misure previste nel decreto CuraItalia e nel cosiddetto decreto di maggio ma sono anni che ci battiamo rivendicando un ammortizzatore sociale strutturato per il settore e un’effettiva tutela del diritto alla salute, alla sicurezza, dei pescatori. Facciamo, infine, appello al Governo regionale e all’Ars affinché destinino al comparto ulteriori risorse del fondo Feamp”.

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