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Lunedì, 23 Maggio 2022
Movida

Discoteche, si può tornare in pista: ma a Palermo c'è chi rinvia la ripartenza e chi chiude

Mob e Candelai posticipano la riapertura alla prossima settimana, il Country attende che cada la misura sul distanziamento. Al Sea Club non si ballerà più, ospiterà soltanto eventi

Furono i primi a chiudere e saranno gli ultimi a riaprire. Mentre all’orizzonte si riesce a intravedere la fine dello stato d’emergenza, le discoteche sono pronte a ripartire. Da stasera, così, si torna a ballare dopo quasi due anni di stop, interrotto solo da fugaci pause, una nell’estate del 2020 e un’altra lo scorso autunno. Ma sono molti i locali palermitani che hanno posticipato il via, in altri invece non si tornerà mai più in pista.

Partenza cauta per Mob e Candelai 

Così, mentre in molti hanno appeso la palla stroboscopica al chiodo e non riapriranno, altri stanno temporeggiando. A Palermo, tutti o quasi, hanno programmato eventi a partire dal prossimo weekend, come il Mob o I Candelai.  Anche se le regole da rispettare lasciano perplessi i gestori. Capienza ridotta al 50%, obbligo di esibire il green pass rafforzato, di indossare le mascherine (anche se non in pista), di mantenere la distanza interpersonale di due metri e di rispettare il contingentamento al bar. Regole stringenti che, sperano i gestori, non fungano da deterrente al divertimento. "Queste linee guida, in effetti, portano lontani dal concetto di divertimento per come lo vivevamo prima e abbiamo paura che gli utenti abbiano delle riserve” spiega a PalermoToday Vincenzo Grasso, presidente Silb Palermo e gestore del Mob Disco Theatre di Carini.

In questi mesi, moltissimi locali palermitani (ma anche in provincia) sono finiti nel mirino delle forze dell’ordine per aver consentito di ballare, provocando assembramenti, pur non avendo il titolo per farlo e per questo sono stati sanzionati. "Queste chiusure hanno obbligato solo noi locali autorizzati a restare chiusi, mentre abusivamente in locali non autorizzati cittadini si svolgevano feste ogni fine settimana - prosegue Grasso -. Speriamo che le regole serrate nei nostri locali, che faremo rispettare, non siano elementi ostativi per la nostra ripartenza. Da qualche parte bisogna iniziare. Speriamo che questo sia l’inizio di un percorso che possa portarci a quelle che sono delle condizioni normali, con capienza al 100% solo a chi ha completato il ciclo vaccinale. Speriamo ci siano degli alleggerimenti a partire dalla stagione estiva. Dopo il Natale e il Capodanno saltati, che rappresentano per chi fa questo lavoro il 30% del fatturato, limitare i danni che abbiamo subito, per molti irreparabili, risulta fondamentale. Alcuni hanno mollato o si sono converti. E questo fa rabbia".

Il Country non riaprirà per il momento

Qualcun altro, invece, ha rimandato ancora a data da destinarsi, come il Country. "Noi non riapriremo, perché non riteniamo applicabili le linee guida - spiega Vicio Di Fresco, titolare della discoteca in via dell’Olimpo -. E’ impossibile ballare con il distanziamento sociale, preferiamo aspettare che scada questo obbligo, approfittandone per effettuare lavori di manutenzione. Le linee guida sono attuabili, tranne quella del distanziamento. Non posso prendermi questa responsabilità. È rischioso. Non me la sento di aprire così. Non mi spaventa aspettare la fine dello stato d’emergenza dopo due anni di pandemia".

Al Sea Club non si ballerà più

Una riapertura faticosa quella delle discoteche perché i locali, quantomeno quelli autorizzati e con le licenze da ballo, sono stati costretti a stare fermi per 24 mesi esatti e adesso ricominciare non è facile, per molte ragioni. Anche perché il personale, spesso con contratti a chiamata, si è trovato a reinventarsi non potendo godere della cassa integrazione. C’è chi ha resistito, tra barman, camerieri, addetti alla sicurezza. Ma c’è anche chi ha mollato e adesso fa altro.

E a mollare sono stati, spesso e volentieri, anche gli stessi gestori che tra costi d’affitto, utenze e stipendi, senza ristori adeguati, hanno vissuto mesi e mesi con l’acqua alla gola. Come accaduto al Sea Club, pietra miliare del mondo delle notti estive, che non riaprirà se non per eventi privati. "Abbiamo puntato su una strada diversa - racconta a PalermoToday Vittorio Orlando, gestore del locale a Terrasini -. Faremo solo eventi privati, perlopiù matrimoni. Era un’incognita assoluta quella di continuare a fare la discoteca. E’ stata una scelta, facciamo questo con serenità".

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