Polizia municipale, polemica per il dirigente trasferito senza nulla osta: "Provvedimento illegittimo"

La Fp Cgil Palermo ha vinto il ricorso e ottenuto la revoca dai giudici della sezione lavoro del Tribunale. Il comandante Gabriele Marchese: "E' stato un equivoco, probabilmente suscitato in modo strumentale"

Il trasferimento di un dirigente sindacale della polizia municipale, da un ufficio di una circoscrizione a quello di un'altra, è illegittimo. La Fp Cgil Palermo ha vinto il ricorso e ottenuto la revoca del provvedimento dai giudici della sezione lavoro del Tribunale. Scoppia la polemica. Dal comando della polizia municipale precisano:  "E' stato un equivoco, probabilmente suscitato in modo strumentale"

La vicenda inizia l'estate scorsa, a luglio. "Il comandante della polizia municipale, senza richiedere il previsto e prescritto nulla osta, trasferisce - spiegano dal sindacato - il dirigente sindacale della Funzione pubblica Cgil. Il sindacato chiede subito la revoca del provvedimento, facendo appello alle tutele di chi svolge attività sindacale. Ma il provvedimento va ugualmente avanti". La Fp Cgil presenta così ricorso per il riconoscimento del comportamento antisindacale, previsto dall'articolo 28 dello statuto dei lavoratori. Ieri il verdetto, che ha dato ragione al sindacato. Da qui la condanna a revocare il provvedimento e a pagare le spese processuali.

"La responsabilità - dichiara il segretario generale della Fp Cgil Palermo Giovanni Cammuca - è da attribuire esclusivamente al dirigente che, incurante delle norme vigenti e delle richieste di revoca del provvedimento illegittimo fatte dalla Fp Cgil e dalla Rsu, ha ritenuto di andare dritto per la sua strada. In un momento in cui si sono aperti diversi tavoli tematici di confronto in un costruttivo clima di dialogo fra l’amministrazione comunale di Palermo e le organizzazioni sindacali, chiediamo al sindaco Orlando di disporre l'immediata revoca del trasferimento illegittimo e di vigilare affinché comportamenti come quello oggi sanzionato, posti in essere da singoli dirigenti, non incrinino il sistema delle relazioni sindacali”.

La sentenza

I giudici, nella sentenza spiegano perché un dirigente sindacale non può essere trasferito senza il nulla osta dell'organizzazione sindacale di appartenenza:  “L’esigenza del nulla osta nasce dalla volontà del legislatore di evitare che l’inclusione del dirigente sindacale in una realtà produttiva diversa ed autonoma impedisca, proprio per la netta separazione fra l’ambiente lavorativo di provenienza e quello di destinazione, ogni contatto con la base e con la realtà produttiva in cui il dirigente ha svolto fino a quel momento la propria attività sindacale. E’ evidente, infatti come la distanza, anche fisica, dal precedente ambiente di lavoro, riduca fortemente la capacità del sindacalista di comprendere e tutelare le istanze dei lavoratori addetti a quell'ambiente lavorativo. Tanto premesso, deve ritenersi che il trasferimento sia potenzialmente  idoneo a ridurre la sua capacità di controllo e di partecipazione alla realtà lavorativa di provenienza e, pertanto, avrebbe dovuto essere sottoposto al nulla osta da parte dell’organizzazione sindacale di appartenenza”.

La replica del comandante della polizia municipale

"Il dipendente - spiegano dal Comando di via Dogali - aveva concertato col vice comandante, una assegnazione di servizio presso altra sede, in maniera totalmente autonoma e senza informare il Comando dell'avvenuto accordo che aveva portato all'impiego in sede diversa da quella disposta dal Comandante". Il trasferimento oggetto di nota (protocollo 56831 del 24.01.2017) a firma del responsabile del Settore Risorse Umane - Capo Area dell'epoca che disciplina all'interno dell'ente il trasferimento dei dirigenti sindacali Rsu, inoltre, non sarebbe stata mai impugnata dalle organizzazioni sindacali.

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"Spiace rilevare - continua il comandante Gabriele Marchese - la posizione assunta dal segretario provinciale della organizzazione di categoria, Giovanni Cammuca che, piuttosto che adoperarsi per chiarire l'equivoco, ha ritenuto opportuno, a fronte di relazioni sindacali consolidate, agire in giudizio senza voler assolutamente confrontarsi in via preventiva e risolvere l'equivoco, probabilmente suscitato in modo strumentale. Sicuramente un diverso approccio rispetto alla problematica emersa, avrebbe evitato ogni malinteso del quale mi dispiaccio e chiedo scusa e del quale sicuramente si porrà rimedio, nonostante la indisponibilità del segretario a discutere preventivamente e chiarire ogni equivoco, determinato da posizioni concordate dallo stesso dipendente con il dirigente del servizio di ultima assegnazione". 
 

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