Cronaca

"Facciamo sesso a tre o divulghiamo il tuo video hard": condannata coppia che minaccia fidanzata figlio

E' la prima sentenza per revenge porn. La storia arriva da un comune della provincia. La vittima, appena 15 anni, pensava di chattare con il fidanzato e ha inviato file a sfondo sessuale. Dall'altro lato però c'era il padre del ragazzo

Sarebbe stata convinta di chattare con il suo fidanzato di 17 anni e quando aveva ricevuto la richiesta di un video di lei che si masturbava, l'avrebbe fatto e inviato. Il giorno dopo però la giovane, 15 anni appena, avrebbe scoperto che dall'altro lato non ci sarebbe stato il suo ragazzo, ma il padre. L'uomo, un cinquantenne, assieme alla sua compagna, avrebbe poi cominciato a ricattare l'adolescente, minacciando di diffondere su Whatsapp quel video spinto se lei non ne avesse mandati altri. La coppia sarebbe arrivata a pretendere anche rapporti sessuali a tre. 

Una storia squallida, maturata in un piccolo comune della provincia, che ora è culminata nella condanna a sei anni e otto mesi per l'uomo e a sei anni per la sua compagna. La sentenza - la prima in città per un caso di revenge porn - è stata emessa con il rito abbreviato dal gup Piergiorgio Morosini, che ha accolto le richieste del procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e del sostituto Giorgia Righi. Il giudice ha anche concesso una provvisionale di 15 mila euro alla vittima, che si è costituita parte civile nel processo. 

Gli imputati erano stati arrestati l'anno scorso, proprio in seguito alla denuncia della ragazzina e, secondo la Procura, quando la quindicenne si era ripetutamente rifiutata di cedere ai loro ricatti, il video sarebbe stato effettivamente diffuso a tante persone. I reati contestati alla coppia, oltre a quello di revenge porn, sono quelli di stalking, diffusione di materiale pedopornografico e tentata violenza sessuale su minore. 

La giovane aveva una relazione con il diciassettenne e quando una sera di dicembre 2018 lui le aveva chiesto un video senza veli lei avrebbe accettato e glielo avrebbe inviato su Whatsapp. Il giorno dopo però il padre del ragazzo le aveva scritto per dirle che in realtà la richiesta era partita da lui. E avrebbe preteso altri filmati, nonché, assieme alla compagna, che la giovane avesse rapporti sessuali con loro. I due ragazzi a quel punto avrebbero deciso di scappare e un giorno che la vittima era a casa del fidanzato, mentre lui sarebbe andato in bagno, suo padre avrebbe cercato di baciare la quindicenne. La ragazzina aveva quindi deciso di denunciare e gli imputati erano stati arrestati a febbraio dell'anno scorso.
 

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