Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Sull'ippodromo cala il sipario, il Tar respinge il ricorso: via cavalli e driver

Così hanno deciso i giudici che avevano concesso la sospensiva all'Ires, società cui è stata revocata la convenzione per "infiltrazioni mafiose", dopo lo sgombero dei locali disposto dal Comune. L'incubo per i lavoratori dell'indotto è diventato realtà

L'ippodromo de "La Favorita"

Cala il sipario (fino a nuovo ordine) sull'Ippodromo della Favorita. I giudici della prima sezione del Tar di Palermo (presidente Calogero Ferlisi, consigliere Aurora Lento, estensore Roberto Valenti) hanno rigettato il ricorso presentato dalla Ires per bloccare il provvedimento di sgombero firmato dal Comune e con il quale si chiedeva di abbandonare entro 24 ore la struttura che si trova tra viale del Fante e il Parco della Favorita. Una scure che si abbatte sulla società che prima della revoca della convenzione aveva in gestione l’Ippodromo e che, di riflesso, travolge anche il ristorante "La Scuderia", gestito da Filippo Gugino fino all’interdittiva antimafia notificatagli dalla Prefettura di Palermo.

I giudici amministrativi, facendo cenno nell’ordinanza alla "complessità e molteplicità degli elementi dedotti nell’impugnata informativa prefettizia mal si conciliano con la sommaria delibazione entro cui è circoscritta la cognizione del Collegio nella presente fase cautelare", ritengono tuttavia che "i provvedimenti impugnati presentano molteplici elementi che corroborano, prima facie, la non implausibilità delle deduzioni operate dall’Amministrazione prefettizia nel caso in esame". Il Tribunale amministrativo regionale, compensando le spese, ha rigettato quindi la domanda cautelare proposta nel ricorso (senza entrare però nel merito) e disposto di darne comunicazione a tutte le parti interessate, dal Comune al ministero dell’Agricoltura.

Un’ordinanza che getta nello sconforto i 500 lavoratori (indotto incluso) e gli oltre 150 cavalli che adesso dovranno lasciare ufficialmente "La Favorita". Dieci giorni fa, invece, è stato Filippo Gugino a gettare la spugna decidendo di non opporsi più a quello che ormai, quantomeno per il ristorante "La Scuderia", era diventato il suo destino: "A Palermo non è possibile lavorare onestamente. Sono stato etichettato - aveva dichiarato a PalermoToday - per il cognome che porto nonostante abbia la fedina penale pulita e nessun carico pendente".

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