Cronaca Ciaculli

Ciaculli, respinta la proposta del cimitero: Spallitta presenta un'interrogazione

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Il Consiglio comunale ha restituito ieri le proposte di project financing relative al nuovo cimitero di Ciaculli e all’ampliamento del Santa Maria di Gesù per una rielaborazione delle proposte ed approfondimenti derivanti dal dibattito in aula. Con riferimento alla proposta non possono che rilevarsi numerose criticità. "Ritengo che la gestione dei cimiteri e delle attività connesse con il loro funzionamento - spiega la vicepresidente vicaria del Consiglio comunale Nadia Spallitta (in foto) - debbano essere affidati al soggetto pubblico, trattandosi di servizi primari ed essenziali per i quali devono essere garantiti la gratuità o comunque un regime tariffario assolutamente calmierato. Per questa ragione ho condiviso il rigetto del project financing rivolto a finanziare un forno crematorio ai Rotoli, il cui affidamento ai privati avrebbe sicuramente aumentato i costi a carico del cittadino".

"Ugualmente ritengo - prosegue Spallitta - che debba essere bocciata la proposta relativa alla gestione privata di un cimitero a Ciaculli per una serie di motivi: in primo luogo, secondo le indicazioni degli uffici competenti, non serve un grande cimitero ma solo 5 mila posti per inumazione (l’emergenza cimiteriale è stata parzialmente risolta con il ripristino della funzionalità integrale dei Rotoli), in secondo luogo la finanza di progetto determina incrementi notevoli di costi per i cittadini. Gli attuali proponenti - prosegue - potrebbero non avere i requisiti giuridici per presentare un progetto del valore di circa 44 milioni di euro (le loro certificazioni sembrerebbero risalire al 2012). Sembrerebbe inoltre che uno dei proponenti si trovi in situazione di crisi finanziaria (liquidazione coatta amministrativa), condizione - conlude - incompatibile per legge con il project financing".

A ciò si aggiunga che l’area interessata dal progetto di finanza ricade in parte su immobili confiscati alla mafia, per i quali la legge esclude utilizzI di carattere privatistico e lucrativo. Da non dimenticare che il piano delle espropriazioni previsto dal progetto applica una legge dichiarata da tempo incostituzionale e prevede una spesa di poco più di 1 milione euro per espropriazioni. In realtà i costi sono di gran lunga superiori in quanto il valore da applicare è il valore venale del bene, commisurato alle potenzialità del bene stesso (almeno 3-4 volte quello attualmente stimato).

Dal momento che i vincoli preordinati all’esproprio sono scaduti, deve essere prevista un’indennità espropriativa aggiuntiva attraverso un’apposita delibera di variante urbanistica. Va ricordato come il progetto, che ricade apparentemente su un’area di circa 70 mila metri quadrati comporti invece l’utilizzo, come area di rispetto, di altri 200 mila metri quadrati, parte dei quali sembrerebbe ricadere anche all’interno del Comune di Villabate. "Circostanza - spiega al vicepresidente vicaria del Consiglio - che rende improbabile la legittimità del provvedimento e in ogni caso implicherebbe una variante urbanistica in relazione alla quale dovrebbe essere acquisita preliminarmente la Vas-Via che, allo stato attuale, non risulta dagli atti. In considerazione della valenza economica della proposta e dei forti interessi coinvolti, ritengo che la materia debba essere oggetto di un approfondimento adeguato e consapevole che, a mio avviso fino - conclude - ad oggi non c’è stato e che l’atto, nella sua formulazione, non consente".

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