Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

La Sispi entra in Reset, i sindacati: "Chi paga?"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Nei mesi scorsi, su disposizione del Sindaco di Palermo, la Sispi S.pA. è entrata a far parte del capitale sociale della nuova società consortile Reset. Di questa adesione e dei successivi sviluppi operativi che prevedrebbero uno scambio di servizi tra le società costituenti, basati su ipotetiche risorse derivanti da possibili prepensionamenti e risparmi fiscali, il sindacato aziendale non è stato minimamente informato. A giorni alcuni servizi, fino ad ora erogati da ditte esterne, saranno affidati al personale della Reset, conseguentemente i lavoratori delle ditte esterne non presteranno più la loro opera all’interno della Sispi con il rischio di restare a loro volta senza lavoro.

Siamo alla solita guerra tra poveri! La Rsu Sispi, da tempo, chiede alla Direzione Aziendale e al Sindaco di Palermo un incontro urgente per conoscere quali siano i dettagli e le vere condizioni di questa operazione, quale sia il piano complessivo del Comune sullo “scambio” dei servizi con Reset e le altre partecipate, e con quali risorse strutturali si pensa di fare fronte a questi affidamenti a Reset, dal momento che in Sispi, ad oggi, l’unica economia realizzatasi che conosciamo è rappresentata dal licenziamento in tronco di un dirigente. Affermiamo questo in quanto di tutte le altre ipotesi di economie prospettate dal Comune di Palermo per finanziare la Reset, ad oggi, ci risulta, che non vi sia nessuna certezza.

La Direzione Aziendale Sispi continua a ritardare e rimandare la convocazione dell’incontro richiesto, aumentando così le nostre preoccupazioni. Non conosciamo se e quali servizi Sispi erogherà alla Reset e quindi se “lo scambio” Sispi/Reset sarebbe vicendevole oppure a senso unico. Abbiamo il sospetto che questa assenza di informazione al sindacato possa nascondere “dell’altro”. La RSU Sispi esprime fortissima preoccupazione sugli sviluppi futuri di questa vicenda, perchè potrebbero mettere a repentaglio, in un futuro prossimo, la stabilità finanziaria della Sispi. Il fatturato della Sispi è infatti determinato da un contratto di servizio che regola la conduzione tecnica del sistema informatico comunale (giudicato, poco tempo fa, “economicamente vantaggioso per il Comune” direttamente dall’autorità garante per la concorrenza e del mercato) che attende da tempo di essere rinnovato dal consiglio comunale di Palermo e di cui non abbiamo nessuna informazione.

Chiediamo che nel rinnovo del contratto di servizio Sispi siano posti in essere nuovi affidamenti di servizi che fungano da garanzia per il futuro della Sispi e per la propria stabilità economica e finanziaria futura. Per queste ed anche per altre ragioni che riguardano la gestione interna dell’azienda, il 10 febbraio 2015 abbiamo proclamato lo stato di agitazione sindacale che è tuttora in vigore. Una efficace politica comunale di stabilizzazione del personale della Reset passa solo attraverso l’individuazione di nuovi e migliori servizi da erogare alla cittadinanza, non mettendo a rischio quelli attualmente resi dalle aziende partecipate.

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