Reset, chiesta cassa integrazione per 1.059 operai: "Serve stop o effetti saranno devastanti"

In totale i dipendenti della consortile sono 1.360. Il ricorso agli ammortizzatori sociali è dovuto a una riduzione del contratto di servizio pari a 2 milioni rispetto al 2019. Sindacati in allarme. Il sindaco: "Predisporre nel bilancio 2020 un aumento delle somme"

Una manifestazione di operai Reset a piazza Pretoria (foto archivio)

L'amministratore unico della Reset, Antonio Perniciaro Spatrisano, ha avviato le procedure di accesso alla cassa integrazione per 1.059 dipendenti su un totale di 1.360. 

La società non naviga in acque tranquille da un punto di vista economico. Perniciaro alla commissione consiliare Partecipate ha riferito di una contrazione dei ricavi da fatturato, a causa di una riduzione del corrispettivo da contratto di servizio pari a 2 milioni di euro rispetto al 2019, nonché del blocco di varie attività di interventi straordinario per conto del Comune dovuti alla mancanza della necessaria progettazione esecutiva.

I motivi evidenziati da Perniciaro "sono collegati - scrive in una lettera al sindaco - agli effetti del diffondersi dell'epidemia da Covid-19". Le disposizioni anti-contagio, infatti, hanno determinato "una condizione di pericoloso disequilibrio prospettico". In pratica, ci sarebbe stato un aumento di alcune voci di spesa come i dispositivi di protezione indivisuali e i prodotti igienizzanti. A ciò si aggiungono le attività di sanificazione chieste dal Comune "senza che al momento sia stata effettuata alcuna fatturazione".

In allarme i sindacati, che dopo il via alla procedura per la cassa integrazione hanno chiesto l'esame congiunto di merito. Salvo Barone di Asia dice "di non condividere né il metodo né il merito della richiesta di cassa in deroga così come formulata dalla Reset. Anche se la procedura in questione non prevede obbligatoriamente una condivisione del percorso d'attuazione, preannunciamo iniziative di protesta, qualora vengano lese le retribuzioni dei lavoratori sia in termini quantitativi che temporali".

"Riteniamo inoltre indispensabile - aggiunge Barone - un confronto tra le parti al fine di esplicitare ufficialmente le nostre richieste in merito all'identificazione equa dei lavoratori da porre in cassa in deroga, la copertura fino al 100% della retribuzione attuale mensile, nonché l'anticipazione delle mensilità da parte dell'azienda stessa".

Per mercoledì prossimo è fissato un incontro, voluto dalla Terza Commissione, con il vicesindaco Fabio Giambrone e l’assessore al Verde Sergio Marino, nel corso del quale verrà affrontata le vicenda Reset. "Si auspica fortemente che dal prossimo confronto possano scaturire da parte dell’amministrazione attiva soluzioni utili a bloccare le procedure per la cassa integrazione; viceversa gli effetti saranno devastanti, sia per i lavoratori che si vedranno ridurre ancor di più i salari da part-time sia per la cittadinanza, considerato che i servizi offerti - e sono parecchi - subiranno una drastica riduzione. Fra tutti: la manutenzione del verde delle villette e dei giardini comunali, nonché degli spazi esterni delle scuole, la custodia, l’accoglienza, la pulizia uffici comunali ed altro ancora".

Così dichiarano in una nota i consiglieri di Avanti Insieme, Paolo Caracausi e Massimo Giaconia, rispettivamente presidente e componente della commissione Partecipate. A fargli eco i compagni di gruppo Valentina Chinnici, Toni Sala e Claudia Rini: “Siamo pronti a chiedere una riunione di maggioranza in presenza del sindaco con all’ordine del giorno proprio le società partecipate, la cui configurazione ormai si svolge in uno scenario molto preoccupante, soprattutto per Reset, Rap e Amat. All’inizio di questa esperienza amministrativa, il sindaco e il Consiglio hanno messo in atto operazioni importanti per far risorgere dalle ceneri del fallimento Amia e Gesip, ma se entro la fine di questi ultimi due anni di consiliatura non si dovessero mettere in campo azioni finalizzate a mettere in sicurezza servizi e livelli occupazionale, tutti gli sforzi verranno dolorosamente vanificati".

"Sappiamo - dicono i consiglieri del M5S Concetta Amella, Viviana Lo Monaco e Antonino Randazzo - che le vere ragioni non possono ridursi alla crisi economica scaturita dal Covid, ma che vanno ricercate nella mancanza di azioni correttive che a fine anno rischiao di determinare una perdita economica di 4,1 milioni di euro a carico dell'azienda. E' evidente che al sindaco non importa nulla del decoro, del verde, della manutenzione dei giardini e del patrimonio scultoreo della città; tanto è vero che sta trascurando questo comparto e le maestranze che operano nel settore. Gli effetti di questa riduzione del personale potrebbero rivelarsi devastanti per la città, già afflitta da molteplici problematiche. A preoccupare non è soltanto la mancanza di servizi essenziali, ma la pesante ricaduta sociale che si ripercuoterebbe sui dipendenti e sulle loro famiglie. In una città storicamente afflitta da problemi lavorativi ed economici mai risolti, non c'è alcun bisogno che se ne aggiungano di nuovi per colpa della cattiva amministrazione delle partecipate e di un sindaco parolaio. Chiediamo ad Orlando un confronto pubblico in Consiglio, per scongiurare questo ennesimo fallimento. Chiediamo che il sindaco riferisca in Consiglio comunale sull'allarmante situazione di Reset".

Il sindaco Orlando, dal canto suo, nel corso di un odierno incontro e alla presenza di tutti i dirigenti interessati, ha dato mandato agli uffici finanziari "di inserire intanto, in fase di predisposizione del bilancio 2020, un incremento di almeno due milioni di euro destinati al contratto di servizio dell'azienda".

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"Ho altresi incaricato il vicesindaco Fabio Giambrone e l’assessore Sergio Marino - conclude Orlando - di avviare una ricognizione di tutti i servizi che in questo periodo di uscita dall'emergenza Covid-19 possono essere affidati a Reset in città, così come avvenuto durante nella fase del blocco. Quando, al termine della ricognizione anche su nuovi servizi per Reset, avremo chiaro un quadro complessivo di attività da affidare ai suoi lavoratori e con quali fondi ulteriori, ritengo indispensabile un incontro dell'amministrazione e del presidente di Reset con le organizzazioni sindacali per discutere insieme i futuri passi da compiere confermando l'importanza della attività svolte dalla società grazie all’impegno dei suoi lavoratori".

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