Cronaca Brancaccio

Renzi alla Pino Puglisi: "Al Sud non solo problemi, ripartiamo dalla scuola"

Il presidente del consiglio ha inaugurato l'anno scolastico nell'istituto dedicato al sacerdote ucciso nel 1993. "Siamo qui per fargli abbassare la testa alla mafia". Dopo l'inno di Mameli ha scherzato con gli alunni. Ma al suo arrivo è stato contestato da precari e disoccupati

Il Premier Renzi scherza con gli alunni

Cecchini sui tetti e cordoni di polizia ad ogni angolo, mentre i precari della scuola e dell'edilizia protestano all'esterno della scuola (GUARDA IL VIDEO) e le autorità sfilano nell'androne dell'istituto Don Pino Puglisi, la scuola intitolata al sacerdote ucciso dai boss Graviano ventuno anni fa, per l'arrivo del presidente del Consiglio Matteo Renzi: "La mafia è ancora forte non solo a Palermo - ha dichiarato il Premier - ma soprattutto al Nord per le sue connessioni economiche. Ma noi siamo qui per fargli abbassare la testa".

All'uscita dalla scuola, come nelle migliori occasioni, cronisti e curiosi (autorizzati dalla Questura) ad attenderlo, tra fotografie e domande sullo stato di salute della scuola italiana. E in tal senso è arrivata una rassicurazione rivolta agli insegnanti: "Tutti coloro i quali hanno assunto un diritto, vale a dire quelli che fa parte delle graduatorie a esaurimento saranno assunti nel settembre 2015 con il nuovo anno scolastico".

Nell'androne della scuola, mentre da fuori piovono insulti e slogan contro le istituzioni, il premier Renzi viene accolto dai giovani della Don Pino Puglisi, dai genitori e dagli insegnanti. Dopo l'assegnazione di dieci borse di studio agli studenti più meritevoli, conclusa con l'inno di Mameli e l'esibizione della banda musicale della scuola, il presidente del Consiglio si è dedicato qualche minuto alle domande dei giovani alunni. E tra un siparietto e l'altro, Renzi ha posto la domanda: "Qual è la prima parola che viene in mente quando penso all'Italia?". Per poi rispondersi: "Io penso a 'bellezza'. Vogliamo rendere più bello questo Paese e non sarà bello se non avrà cittadini belli. E se il quartiere Brancaccio non sarà un quartiere più vivibile". Ma al suo interrogativo un ragazzino ha risposto ironicamente: "Alè", fornendo l'assist a Renzi: "Se dicevi Forza si andava su tutti i giornali".

Una volta fuori, dopo i saluti a Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso dalla mafia, al presidente della Regione Rosario Crocetta ed al sindaco Leoluca Orlando, Renzi ha risposto ai cronisti sul tema della scuola e sulla cosiddetta "supplentite" dei precari: "Noi chiediamo di cambiare le regole del gioco e diciamo loro - ha spiegato il Premier - che siamo disposti a portarvi dentro la scuola in modo definitivo. Voi, però, aiutateci a valorizzare il merito, che non è una parolaccia. Non possiamo dire agli insegnanti che sono tutti uguali: ci sono insegnanti particolarmente bravi e che meritano tutto il nostro appoggio e la stima, mentre quelli che sono un po' meno bravi - ha concluso - vanno aiutati a fare meglio con la formazione permanente. Vogliamo che gli insegnanti e le famiglie discutano nei prossimi due mesi delle proposte del Governo. Non deve essere un regolamento del presidente del Consiglio o del Ministro, ma uno strumento di coinvolgimento costruito da chi alla scuola dedica tanto tempo".

E dopo qualche "frase di rito" sulla memoria di Padre Puglisi e sull'importanza della scuola quale strumento per fare ripartire il Paese, non è mancata occasione per fare un elogio al Sud Italia: "Il Meridione non è soltanto un elenco di problemi. Quando sono stato a Napoli ho visitato una società all'avanguardia nel campo dell'innovazione degli elicotteri. A Bari, due giorni fa, ho inaugurato un'azienda che ha 300 persone che lavorano nel settore aerospaziale, mentre oggi visiterà quella che è stata premiata come la migliore start up d'Italia. Perché a Palermo, Bari e Napoli si possono creare straordinarie realtà d'impresa e questo è il nostro obiettivo: riuscire a valorizzarle e ringraziare tutti coloro che ci provano". Finita la manifestazione, accompagnato dall'ennesimo coro di insulti (tenuti a debita distanza), il Premier è salito sull'auto blu per sfrecciare a Mondello. In programma la visita, per l'appunto, all'azienda di web marketing Mosaicoon.

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