Renzi a Palermo, studenti in strada: cariche in via Ruggero Settimo

Le forze dell'ordine hanno transennato la zona del Politeama impedendo ai manifestanti di raggiungere il Teatro, dove Renzi ha concluso la campagna referendaria "Basta un Sí". "Ennesima passerella utile a raccogliere consensi"

Centinaia di studenti si sono mossi in corteo dal Teatro Massimo per protestare contro Renzi, al teatro Politeama per la giornata conclusiva della campagna "Basta un Sí". I manifestanti hanno bruciato un manichino con la foto del premier e sono stati bloccati dalle forze dell'ordine in via Ruggero Settimo, a poche centinaia di metri da piazza Castelnuovo. Tutta l'area attorno al Teatro è stata transennata, provocando non pochi disagi al traffico. In questo modo le forze dell'ordine hanno impedito che il corteo arrivasse in prossimità del Politeama. C'è stato qualche contatto tra forze dell'ordine e manifestanti, con gli studenti che parlano di "vere e proprie cariche". (GUARDA IL VIDEO)

Uno degli studenti è stato fermato e portato in Questura per l'identificazione. "Per l'ennesima visita del premier Matteo Renzi - si legge in una nota degli studenti Medi - la città di Palermo si conferma capitale del No. Stamani partendo dalle scuole occupate un migliaio di studenti hanno invaso le strade creando problemi al traffico cittadino e nella forma di 'cortei selvaggi' hanno raggiunto piazza Verdi. Da qui un corteo di studenti e giovani palermitani per contestare la presenza di Renzi in città, corteo che è stato 'caricato' per ben due volte dalle forze dell'ordine mentre tentava di raggiungere il Teatro Politeama dove il premier era presente perché invitato da Davide Faraone e dai dirigenti del Pd siciliano per l'ennesima  passerella utile alla sua propaganda politica a soli due giorni dal referendum costituzionale".

“Siamo stanchi - continua la nota - delle solite passerelle strumentali alla raccolta di consensi e di voti! La sfacciataggine del Presidente del Consiglio è fuori misura, egli si è interessato della nostra terra solo quando si è trattato di autorizzare l'installazione del Muos, la costruzione di inceneritori, la chiusura di ospedali per i piani di riordino della sanità, il deposito di scorie dell'Ilva e abbiamo il diritto di manifestargli la nostra opinione sul suo operato, il nostro dissenso rispetto alla sua presenza  e le nostre istanze. Per la terza volta in soli due mesi torna proprio in Sicilia, la terra dove maggiormente si toccano con mano le nefaste conseguenze di una politica atta solo a fare gli interessi della casta. La disoccupazione in costante aumento, i licenziamenti, i mancati investimenti nei cantieri navali di Palermo, le preoccupanti percentuali di morti sul posto di lavoro, la fatiscenza delle strutture scolastiche, sono solo alcuni dei motivi per cui egli qui è e sarà sempre un ospite non gradito”.

“Con la sua Buona Scuola il governo targato Pd - afferma Simona Pezzella del collettivo del Regina Margherita - ha portato avanti in modo sistematico la distruzione della scuola pubblica a favore dei privati. La prova più tangibile è l'introduzione del progetto di alternanza Scuola-lavoro, stage e tirocini dentro le aziende che non vengono retribuiti e che tolgono tempo a una reale formazione traducendosi in mero sfruttamento di manodopera giovanile! Non parliamo poi della fatiscenza  e inadeguatezza delle strutture scolastiche molte delle quali rischiano letteralmente di crollarci addosso!”.
 


 

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