Cronaca

Regione, sussidi ad 80 ex Pip con patrimoni da 100 mila euro

E' questo l'esito delle verifiche fatte dopo l'approvazione di un emendamento della Finanziaria che imponeva nuovi limiti. E' venuto fuori anche un lavoratore con un patrimonio da 1,1 milioni di euro. Previsto risparmio di 798 mila euro. Crocetta: "Situazioni incredibili"

Scoperti ex Pip che percepivano il sussidio pur avendo ingenti patrimoni (foto archivio)

Sono 80 gli ex Pip che hanno usufruito del sussidio regionale nonostante non ne avessero i requisiti: fra di loro anche un uomo con reddito familiare da 350 mila euro ed un patrimonio di 1 milione e 100 mila euro. E' questo l'esito delle verifiche avviate dalla Regione che, dopo l'approvazione di un emendamento della Finanziaria che imponeva il limite dei 20 mila euro annui di reddito familiare, ha chiesto agli ex Pip tutta la documentazione necessaria. Duro l'attacco del governatore Crocetta: "Tutto ciò la dice lunga su quanto sia necessaria la lotta agli sprechi. Stiamo scoprendo situazioni incredibili". Le 80 persone finite nel mirino della Regione sono così state licenziate.

Il bacino di ex Pip, composto da 3.200 persone, in termini di sussidi costa circa 20 milioni di euro l'anno, a fronte dei 36 dell'anno scorso. I precari sostenuti dalla Regione sono stati impiegati in passato per attività socialmente utili e, nel 2010, si sono riuniti in una onlus poi sciolta, la Trinacria, con contratti a tempo indeterminato, per poi essere sistemati negli enti pubblici con assegni di importo complessivo compreso fra i 560 e gli 832 euro. Ma molti di loro non lavoravano neanche, perché la Regione non aveva trovato loro una collocazione.

"Bastava essere nell'elenco per ricevere il sussidio. Solo nel 2013 - spiega al Giornale di Sicilia l'assessore regionale al Lavoro, Ester Bonafede - ci siamo accorti che una cinquantina di loro era agli arresti malgrado risultasse in servizio". Dopo l'approvazione di una emendamento alla Finanziaria proposto dai grillinim che imponeva nuovi limiti per accedere ai sussidi, sono partiti i controlli. "In sette giornali lavorativi - spiega la dirigente Anna Rosa Corsello - abbiamo scoperto 80 casi di precari che non hanno diritto agli assegni".

Si tratta di persone che hanno dichiarato di avere patrimoni da 173 mila euro e reddito Isee da 59 mila euro. Altri si attestano su 100 mila di patrimonio e fra i 38 ed i 60 mila di reddito familiare. "Mi chiedo come sia stato possibile - ha spiegato Crocetta - creare falsi precari e dare loro un sussidio che costa un sacco di soldi, sottraendo risorse a chi ne ha bisogno". Facendo un rapido calcolo, la Regione risparmierà circa 798 mila euro, soldi che sarebbero andati nelle tasche degli ex Pip che non ne avevano diritto. L'assessore Bonafede, intanto, prosegue il lavoro per trovare una collocazione utile ai lavoratori dell'ingente bacino tra ospedali, scuole ed enti pubblici,

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