Dopo le critiche di Musumeci i regionali scendono in piazza: "Basta attacchi infamanti"

Il personale è in stato di agitazione e i sindacati annunciano un sit in piazza Indipendenza "per dimostrare le falsità di Musumeci e le ulteriori azioni di lotta in programma"

Personale regionale in agitazione dopo "gli attacchi scomposti e infamanti del presidente della Regione Nello Musumeci contro il pubblico impiego regionale". Il riferimento è alle dichiarazioni fatte dal governatore la scorsa settimana in merito ai dipendenti "poco digitalizzati" e bollati come "inutili". L'agitazione è annunciata da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Cobas/Codir e Sadirs, che scenderanno in piazza lunedì 26 ottobre per un sit in di protesta davanti Palazzo d’Orleans. L’appuntamento di piazza Indipendenza è stato fissato alle 15 e sarà effettuato dai dirigenti sindacali in nome di tutti i dipendenti regionali (nel rispetto delle normative anti-Covid che vietano gli assembramenti).

"Nel corso della manifestazione di protesta - si legge in una nota - si terrà un incontro con la stampa presente per dimostrare le falsità di Musumeci e le ulteriori azioni di lotta, nonchè ulteriori forme di protesta negli uffici regionali, qualora il presidente continui nel suo percorso di ostacolo alla modernizzazione della macchina amministrativa. Durante il sit in, quindi, si darà anche il via a una raccolta firme con l’obiettivo di impegnare il governo Musumeci a portare finalmente a termine la riclassificazione del personale regionale, di cui l’esecutivo regionale - ha di fatto - bloccato i lavori della commissione paritetica istituita all’Aran non modificando le direttive nella direzione richiesta dai sindacati di utilizzare le dovute risorse finanziarie, compresi anche i residui dei fondi stanziati per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro 2016-2018".

Voce fuori dal coro il sindacato Dirsi, che non parteciperà alla manifestazione. I dirigenti iscritti continueranno a lavorare "nonostante le accuse mortificanti ingiurianti e umilianti del presidente Musumeci, portando avanti l’orgoglio di essere un dipendente Regionale".

"Continueremo a lavorare - spiegano - come abbiamo sempre fatto tra mille inefficienze di una pubblica amministrazione che per manifesta incapacità di governo la Giunta regionale non ha saputo rinnovare, riducendo la macchina amministrativa in una sorta di catorcio che va avanti solo grazie alla buona volontà e all’impegno dei suoi residui dipendenti, vecchi, stanchi, senza adeguate dotazioni strumentali informatiche e periodicamente offesi, mortificati, ingiuriati, maltrattati e umiliati che comunque riescono a portare avanti l'amministrazione permettendo il raggiungimento di quei risultati che il governo stesso si vanta di avere realizzato. Il lavoro non deve essere un supplizio solo per rendersi indipendente dal punto di vista economico ma una opportunità per dare senso alla nostra stessa esistenza. Una cosa è 'fare il regionale' e un'altra cosa è 'essere' un regionale".

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