Dopo le polemiche Samonà incontra gli eredi di Scaldati: "Valorizzeremo sua memoria"

La decisione della famiglia di spostare l'archivio alla Fondazione Cini di Venezia ha suscitato proteste e scalpore. L'assessore dei Beni culturali: "Mi farò parte attiva per promuovere la conoscenza, l’approfondimento e la divulgazione della sua opera"

L'assessore Samonà con gli eredi di Scaldati

La memoria di Franco Scaldati è stata al centro dell’incontro tra l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, con i figli del grande drammaturgo siciliano, Gabriele e Giuseppe e con l’attore Melino Imparato, che di Scaldati ha raccolto il testimone.

Ancora oggi poco conosciuto dal grande pubblico, Franco Scaldati è uno di quei siciliani che meglio di altri hanno saputo interpretare l’anima dell’uomo, il suo dramma interiore, facendo della lingua siciliana – di cui ha saputo cogliere la forza e l’immediatezza e che ha usato in uno stile personalissimo – uno strumento attraverso cui scandagliare i meandri dei sentimenti, le paure più profonde per darvi voce ed espressione.

Dopo sette anni dalla morte, la maggior parte della sua opera è rimasta inedita e la potenza del suo teatro rischia di rimanere sconosciuta soprattutto alle giovani generazioni. A fronte di una produzione drammaturgica molto vasta, per la maggior parte in lingua siciliana, finora solo 13 opere sono state pubblicate, lasciando un gran numero di opere inedite. Nelle scorse settimane aveva destato non poche polemiche la decisione degli eredi di trasferire l'archivio a Venezia, presso la Fondazione Giorgio Cini per quello che è apparso come un sostanziale disinteresse delle realtà locali. E i componenti del gruppo Facebook “No beni culturali alla Lega Nord - Musumeci dimettiti” hanno anche fatto realizzare un murale dedicato a Scaldati su una parete all’interno dell’Università.

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“Franco Scaldati – dice Samonà – è stato un grande siciliano contemporaneo di cui abbiamo il dovere di preservare e diffondere la memoria perché diventi patrimonio conosciuto e condiviso. Per Scaldati il teatro è la forma d'arte che implica immediatamente l'uomo, obbliga a vivere, a incontrarsi e scontrarsi. Ed è in questo bisogno di incontro e confronto, in questa necessità di vivere nella relazione che sta la grande attualità della sua opera che merita una maggiore valorizzazione e divulgazione. E’ per questo che, nello spirito del rafforzamento del messaggio culturale, fortemente voluto dal governo Musumeci, mi farò parte attiva per promuovere la valorizzazione della sua opera e della sua specificità, per favorirne la conoscenza, l’approfondimento e la divulgazione”.

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