Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

I “furbetti dell’iban” alla Regione, prime ammissioni agli interrogatori

Emanuele Currao, il dirigente arrestato nell’operazione dei carabinieri insieme ad altre 14 persone, davanti al gip avrebbe confermato le accuse che gli sono state rivolte. Sentito pure un imprenditore. Lunedì è il turno della Cimino

Emanuele Currao

Avrebbe ammesso tutto: la truffa sugli iban e sugli straordinari gonfiati. Emanuele Currao, il dirigente della Regione arrestato ieri nell'operazione “Iban” insieme ad altri 12 dipendenti regionali e due imprenditori, nel corso dell'interrogatorio davanti al gip Ettorina Contino avrebbe confermato i fatti dei quali viene accusato dalla Procura.

Currao, secondo l'accusa, avrebbe dirottato migliaia di euro sul proprio conto corrente e su quello di altre persone. Il dirigente usufruendo della password di un'altra collega, Concetta Cimino - anche lei indagata - girava sul suo conto e su conti correnti di imprenditori a cui doveva soldi, denaro che sarebbe spettato a ditte fornitrici alla Regione di servizi e beni. Al dirigente bastava cambiare l'iban del beneficiario dei crediti. La donna invece verrà sentita lunedì.

Truffa alla Regione, 15 arresti

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Il gip ha ascoltato anche l'altro arrestato, l'imprenditore Mario Avara, a cui Currao avrebbe fatto avere somme della Regione a compensazione di debiti che aveva con lui. Avara si è detto vittima di una truffa sostenendo che Currao gli aveva detto che i soldi che gli aveva fatto avere erano crediti da lui vantati con la Regione che sarebbero stati girati ad Avara per compensazione.  

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