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Violenze sulle donne: 145 le vittime e 16 gli arresti da inizio anno

Sono solo alcuni dei numeri emersi dal report diffuso dal Comando provinciale. Il comandante Arturo Guarino: "Un'emergenza quotidiana che l’Arma affronta nelle 100 stazioni sul territorio, con stanze dedicate all’ascolto e con il supporto di una 'Rete Antiviolenza'"

Sono 145 le vittime dei reati di genere da inizio anno e quasi 130 i casi in cui è stata applicata la recente normativa del “codice rosso”, nata nel 2019 per arginare il fenomeno. Due gli omicidi commessi dal primo gennaio in tutta la provincia: in entrambi i casi la vittima è di sesso femminile (si tratta di Roberta Siragusa uccisa a Caccamo e Piera Napoli massacrata a coltellate nella sua casa di Cruillas). Sedici gli arresti, 107 le denunce.

Sono questi i numeri diffusi dal comando provinciale dei carabinieri. "In 20 casi, su disposizione del giudice, è stata applicata - spiegano dal Comando - la misura cautelare dell’allontanamento urgente dalla casa familiare, con cui viene colpito l’autore delle violenze, molto spesso sia fisiche che psicologiche".

La proporzione del fenomeno ha spinto il Comando provinciale a creare una rete di operatori di polizia giudiziaria specializzati sul contrasto ai reati di genere, la Rete antiviolenza “Racc", fondamentale per la sua presenza capillare su tutto il territorio della provincia. “Si tratta di un’emergenza quotidiana - dichiara il comandante provinciale Arturo Guarino -  che l’Arma affronta nelle 100 stazioni sul territorio, con stanze dedicate all’ascolto e con il supporto di una 'Rete Antiviolenza' costituita da decine di militari, donne e uomini, formati per contrastare al meglio ogni caso, ma soprattutto pronti ad accogliere le vittime, con sensibilità ed empatia. Questo per trattare ogni situazione non come un’indagine ordinaria, ma come merita una persona vulnerabile, con le sue fragilità e la sua speranza di uscire da un dramma. È un concetto evoluto di polizia giudiziaria che i carabinieri stanno affinando continuamente, un approccio comprensivo e possibilmente risolutivo, che interagisce con una struttura composita di alleati, che vanno dal volontariato, ai servizi sociali, agli enti pubblici; un fronte unico per dire: 'Basta alla violenza!'".

 
 

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