"Non si affitta a stranieri", il razzismo che divide una mamma palermitana dal compagno in Emilia

La giovane coppia ha tre figli e lui, originario del Benin ma residente in Italia dal 2008, ha trovato lavoro a Reggio Emilia: "Le agenzie si rifiutano di dargli un appartamento per il colore della sua pelle e così siamo costretti a vivere separati..."

Tante risposte evasive o fantomatiche promesse di essere ricontattati, fino ad arrivare finalmente alle affermazioni chiare: "I nostri clienti non affittano case agli stranieri". E così da oltre tre mesi una giovane coppia, lui originario del Benin e lei palermitana, non riesce a trovare un appartamento a Reggio Emilia ed è costretta a vivere separata, in due regioni diverse, nonostante abbia tre figli piccoli. Come racconta Linda Spataro, 26 anni, a PalermoToday, a divederla dal suo compagno, Issa, di 29, "non è tanto la distanza, quanto il razzismo".

I due si sono conosciuti diversi anni fa proprio a Palermo e da subito lui "ha deciso di rimboccarsi le maniche per trovare un lavoro stabile", come spiega la ragazza. Oggi, dopo aver conseguito diverse patenti, Issa fa il camionista e da gennaio è stato assunto da una ditta di Reggio Emilia. "E' lì che vorremmo vivere insieme ai nostri figli - spiega Linda Spataro - da mesi ormai non riusciamo a trovare una casa. A Issa, che ha una busta paga e tutti i documenti in regola, le agenzie immobiliari hanno spesso dato risposte evasive oppure lo hanno invitato a mandare una mail per poter essere poi ricontattato, cosa che non è però avvenuta".

La coppia non chiede certo la luna, solo una casa con due camere da letto, una cucina e un bagno, con un affitto intorno ai 500 euro al mese. "E ce ne sono di queste case a Reggio Emilia", assicura la giovane. Il sospetto che il problema potesse essere il colore della pelle di Issa è diventato certezza qualche giorno fa. "Il mio compagno è andato in un'agenzia immobiliare e gli è stato subito detto che non c'era nessuna casa in affitto. Lui ha quindi cercato tutti gli annunci pubblicati in rete dall'agenzia e li ha mostrati all'impiegata che a quel punto ha ammesso: 'I nostri clienti non affittano a stranieri'. Il giorno dopo - racconta ancora Linda Spataro - ho chiamato io stessa l'agenzia per chiedere spiegazioni. In prima battuta, l'impiegata ha negato di aver risposto che non ci fossero appartamenti da affittare e poi però ha chiarito che 'non è mica razzismo, se i clienti preferiscono così...'. E' giusto tutto questo, cioè che un cittadino, soltanto perché nero, non abbia diritto di avere una casa e stare assieme alla sua famiglia?".

E prosegue: "Issa adora Palermo e avremmo voluto restare qui, ma purtroppo qui il lavoro da camionista è troppo spesso sottopagato e al limite dello sfruttamento. A questo punto non ci resta che trasferirci in Emilia Romagna, dove Issa ha invece un lavoro stabile, ma se nessuno è disposto ad affittarci una casa, resta un sogno impossibile".

Non è purtroppo la prima volta che in Italia vengono negati appartamenti o posti di lavoro a persone soltanto per il colore della loro pelle. "Magari - dice ancora Linda Spataro - l'impiegata dell'agenzia immobiliare non è razzista, ma eseguendo i desiderata dei suoi clienti che invece discriminano senza motivo gli stranieri, finisce per diventarne complice".

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Le discriminazioni patite da Issa, che è molto demoralizzato, sono le stesse che negli anni Settanta subiva per esempio un italiano che arrivava in Svizzera (dove milioni di nostri connazionali sono emigrati), venendo accolto con cartelli che negavano l'ingresso "ai cani e agli italiani", oppure di quelle dei meridionali che negli stessi anni cercavano fortuna a Milano e si sentivano rispondere che "non si affitta a meridionali". Una risposta che, a dire il vero, in alcuni casi si sentono dare ancora oggi. Un'ingiusta caccia al più debole che oggi prende di mira soprattutto i tanti migranti africani che vivono in Italia. Che spesso, proprio come Issa, lavorano e sono in regola. "Non è razzismo, però...".

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