Cronaca

Perplessità sul Rating antimafia

Di Giovanni Rosciglione. Premetto che nutro grande apprezzamento per il movimento che promuove la liberazione e valorizzazione delle imprese siciliane dalla morsa o dalla contiguità dalla piovra mafiosa...

Premetto che nutro grande apprezzamento per il movimento che promuove la liberazione e valorizzazione delle imprese siciliane dalla morsa o dalla contiguità dalla piovra mafiosa. Ha ottenuto risultati encomiabili sul piano della cultura della legalità e contro gli effetti negativi del marchio di infamia che bollava tutto il nostro mondo produttivo. In questo movimento grande ruolo ha avuto di certo la nuova Confindustria di Ivan Lo Bello, che con grande coraggio, in pochi anni, ha rivoltato come un calzino un’associazione vecchia e opaca.

Tuttavia ho non poche perplessità sulla proposta che – forse con approssimazione giornalistica – viene definita “Rating antimafia” per le imprese.
Rating, nell’uso corrente del lessico finanziario è “ Valutazione, formulata da un’agenzia specializzata, del merito di un soggetto emittente obbligazioni o richiedente credito sui mercati, ovvero sulla probabilità che questi faccia fronte puntualmente alla restituzione del debito”. Francamente non credo si possa usare questo termine, riferendosi a un soggetto economico qual è un’impresa, in modo diverso e, meno che mai, “figurato”.

Chi scrive, per il lavoro che in passato ha svolto per molti anni, ha dovuto proprio esprimere valutazioni di tale natura; ed è solo sulla “solidità finanziaria e patrimoniale dell’impresa, sulla sua capacità di stare sul mercato, sull’apprezzamento dell’efficacia delle sue tecnologie, sui precedenti di capacità di onorare i debiti e sulla competenza e moralità dei suoi manager”, che occorre basarsi. Altre valutazioni (da quelle ignobili della contiguità clientelare/politica a quelle nobili come potrebbe essere quella proposta del rating di antimafiosità), rischierebbero, sin nel breve periodo, di ritorcersi proprio contro  quella che è certo sia la lodevole finalità di chi l’ha fatta.

Se un’impresa ha subito danni a causa di attentati o per tassi usurari o ancora per limitazioni degli spazi di mercato, ritengo doveroso che venga aiutata economicamente e burocraticamente dalle Istituzioni. Concordo anche sull’opportunità che le imprese che si ribellano alla Mafia godano, in termini risarcitori, anche di azioni promozionali e culturali che ne sottolineino i meriti presso la pubblica opinione, dando loro anche un vantaggio di visibilità di mercato. Ma il Rating, come ho cercato di spiegare, significa altro. E la nostra Sicilia – non dimentichiamolo – ha visto sparire, unica grande Regione in Europa, tutto intero il suo non banale sistema bancario (Banco di Sicilia e Cassa di Risparmio) proprio perché in molti casi, proprio in favore delle imprese vicine alla Mafia, non applicava il giusto Rating, e si accontentava di avere indietro non il debito, ma inconfessabili vantaggi, per i quali pagano ancora il prezzo proprio i cittadini e le imprese oneste.


 

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