Rapina con ipnosi nel Messinese, rinvio a giudizio per la banda dei palermitani

Giovanni Salafia, Gaetano Talamanca e Michele Faija, il 16 maggio, dovranno presentarsi davanti al gup del Tribunale di Patti per rispondere dell'accusa di rapina aggravata a una cinquantenne. I fatti sono accaduti a Capo d'Orlando nel 2017. I tre erano già stati coinvolti nell'operazione "Hypnose"

Avevano avvicinato una donna nel centro di Capo d'Orlando, in via Veneto, nel novembre 2017. Un intenso profumo, alcuni capogiri, l'avrebbero indotta in stato confusionale al punto da presentarsi nella filiale della propria banca, prelevare 3 mila euro in contanti e consegnarli a tre uomini che posi si sarebbero dileguati. 

Sono stati rinviati a giudizio i tre palermitani arrestati per la rapina con ipnosi a Capo d’Orlando ai danni di una cinquantenne. Si tratta di Giovanni Salafia, 29 anni, Gaetano Talamanca, 52 anni e Michele Faija, 60 anni di Cinisi, già, destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Barcellona Pozzo di Gotto per l'operazione “Hypnose” scattata nell’agosto 2018.

Dovranno presentarsi davanti al gup del Tribunale di Patti, il 16 maggio, con l’accusa di rapina aggravata. La donna, che dopo l'accaduto ha presentato a denuncia alla polizia di Capo d'Orlando, col sostegno del suo legale Giovanni Di Blasi, è riuscita a fornire agli investigatori dati utili alla ricostruzione dei fatti ed all’individuazione dei tre rapinatori. Si è scoperto che i tre avevavo continuato a rapinare con gli stessi meccanismi a Barcellona e Milazzo e nella fascia tirrenico nebridea e facevano parte di una banda che avvicinavano le vittime, in particolare anziane, in chiesa o nei bar, in pieno giorno, col pretesto di una finta compravendita di gioielli. Poi le ipnotizzavano con teciche studiate ad hoc e un particolare profumo inducendole a farsi consegnare soldi. Agivano sempre a gruppi di tre.

L’operazione fu portata a termine nell’agosto 2018 dai carabinieri di Barcellona. Nel febbraio 2019,  il gup del Tribunale di Barcellona, Salvatore Pugliese, nel processo scaturito dall’operazione “Hypnose”, dopo la scelta del  rito abbreviato, condannò a sei anni di reclusione Giovanni Salafia ed a quattro anni Matteo Li Causi, 49 anni, originari di Palermo. Gli altri quattro i complici, a cui venne contestato il delitto di rapina aggravata, scelsero di essere giudicati con il rito ordinario. Si tratta di Michele Faija, Gaetano Talamanca, Giuseppe e Domenico Immesi di Villabate.

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fonte: MessinaToday
 

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