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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca

L'allarme del pg Lia Sava: "Centinaia di rapine nel centro storico, lo spaccio di crack è un'emergenza"

Il magistrato, alla cerimonia per l'inaugurazione dell'anno giudiziario, ha messo in evidenza pure lo "scenario inquietante" costituito dalla violenza sulle donne e il "panorama desolante" legato alle condizioni di tanti lavoratori sfruttati: "Non denunciano gli infortuni". Gli interventi di Antonio Balsamo, degli avvocati e dei magistrati onorari

Non c'è solo Cosa nostra, ma anche la criminalità comune, sempre più spesso appannaggio di giovanissimi (in molti casi minorenni). Rapine messe a segno nel pieno centro della città e in tanti casi legati ad un'altra emergenza: la dipendenza dal crack. Il procuratore generale Lia Sava, nel suo intervento alla cerimonia per l'inaugurazione dell'anno giudiziario, non ha mancato poi di soffermarsi sullo "scenario inquietante" determinato da maltrattamenti e stalking in danno di donne, che sfociano anche in omicidi, e sul "panorama desolante" legato alle condizioni di lavoratori sempre più sfruttati e vittime di infortuni che neanche vengono denunciati. Alla cerimonia ha parlato anche il presidente del tribunale di Palermo, Antonio Balsamo, che da un lato ha rimarcato i gravi problemi di organici, ma dall'altro ha pure giudicato "positiva" la riforma dell'ergastolo ostativo e ha rimarcato la necessità "di far luce su una serie di pagine oscure" della storia del nostro Paese.

"Bande di minorenni e centinaia di rapine nel centro storico"

"Aumentano i reati di criminalità comune - ha detto procuratore generale - in particolare le rapine. Nella zona del centro storico di Palermo ci sono stati centinaia di reati contro il patrimonio realizzati da bande criminali composte anche da minorenni, a volte in stato di astinenza. Le forze dell'ordine sono impegnate nel contrasto e per questo vanno ringraziate. Ma lo sforzo titanico dovrà proseguire perché le piazze di smercio del crack sono diventate un'emergenza di proporzioni ingenti che rischia di annientare il nostro futuro generazionale e i soggetti più deboli". 

"Dilaga la violenza sulle donne"

Ma il magistrato ha pure affermato che "siamo in emergenza anche con riguardo ai femminicidi, ai maltrattamenti e a episodi di persecuzione che insorgono una volta venuti meno i legami affettivi di coppia e famigliari. Ed è un ennesimo scenario inquietante, che non è destinato a mutare senza un salto etico collettivo che educhi al rispetto dell'altro. In attesa del risveglio delle coscienze dal sonno della ragione la Procura della Repubblica per i minori di Palermo è grandemente impegnata a salvaguardare soggetti infradiciottenni da contesti familiari sanguinanti, violenti o saldamente inseriti nell'alveo della criminalità organizzata, per provare a restituire loro almeno la speranza di un futuro sano".

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"Non si deve morire per lavorare"

Nell'intervento del procuratore anche il mondo del lavoro. Ha parlato di un "panorama desolante, con fenomeni di reclutamento di manovalanza, a volte sfruttata senza ritegno, sottoponendo uomini e donne a iniqui trattamenti lavorativi, per realizzare cospicui guadagni in spregio alla normativa prevista a tutela dei loro diritti. Si assiste a dinamiche di infortunio che vengono del tutto sottaciute all'autorità giudiziaria, per eludere i controlli nei cantieri, con conseguente irreparabile dispersione delle fonti di prova. A 200 anni dalla rivoluzione industriale, non si deve morire per lavorare. La tutela del lavoratore è sacra, nessuno lo dimentichi", ha detto con forza Sava.

"Intercettazioni fondamentali contro la corruzione"

Il magistrato si è poi soffermata sulla corruzione e l'importanza delle intercettazioni: "Con le allettanti risorse del Pnrr, ci sarà un'espansione delle attività di Cosa Nostra indirizzate al fine di lucro per aggiudicarsi ricchezza ingente, attraverso il riciclaggio e l'acquisizione di aziende, con l'obiettivo di realizzare posizioni monopolistiche in settori commerciali nevralgici, sfruttando fetide e ben collaudate relazioni con settori corrotti della pubblica amministrazione. Non è facile ricostruire questo tipo di reati e da un monitoraggio del mio ufficio si rileva che, nell'anno trascorso, nel distretto giudiziario, la maggior percentuale di sentenze di condanna in primo grado ha riguardato reati di competenza del giudice monocratico, a fronte di una percentuale inferiore all'1% di sentenze di condanna per reati contro la pubblica amministrazione". Quindi "per contrastare efficacemente fenomeni corruttivi occorrono anche le intercettazioni, strumento che non va spuntato ma che impone, ne siamo assolutamente consapevoli, il rigorosissimo rispetto delle regole codicistiche, senza perniciose fughe di notizie, così scongiurando in radice ogni oscena invasività nella sfera di terzi estranei al reato". 

Balsamo: "Coprire subito i vuoti di organico"

Il presidente del tribunale ha invece citato Rosario Livatino ("al termine della nostra vita nessuno ci chiederà se siamo stati credenti, ma credibili") e ha sottolineato: "Io credo che ci sia una immediata misura che è veramente fondamentale per mettere in pratica questo messaggio ed è la copertura in tempi brevissimi degli organici di tutti gli uffici giudiziari di Palermo. Non possiamo accettare che qui, nel luogo dove tutte le istituzioni devono contrastare con il massimo impegno la tendenza di Cosa Nostra a porsi come istituzione alternativa e parallela allo Stato, ad usurpare con la violenza le funzioni proprie dello Stato anche nel campo della giustizia e della sicurezza, ci siano vuoti di organico come quelli del tribunale — dove mancava il 10% dei giudici, o in Procura, dove mancava il 25% dei sostituti procuratori".

"Positiva la riforma dell'ergastolo ostativo"

Poi ha Balsamo ha espresso il suo parere positivo sulla riforma dell'ergastolo ostativo: "Il mio giudizio è sicuramente positivo" perché "ha proiettato nel futuro i valori ispiratori di una disciplina voluta con forza da Giovanni Falcone, tracciando le linee guida di un autentico percorso di risocializzazione, dove si possono rafforzare a vicenda il diritto alla speranza e il diritto alla verità. Ruolo di speciale rilievo, per fare luce su una serie di pagine ancora oscure" anche con "l'attività di Commissioni d'inchiesta come la Commissione parlamentare antimafia".

Pinelli: "La reputazione di ogni magistrato conta per avere la fiducia dei cittadini"

Alla cerimonia è intervenuto anche il vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli (che al termine ha anche visitato il "bunkerino", cioè il museo dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino realizzato nelle stanze in cui lavorarono), che ha invitato tutti a rimettere "al centro i doveri, adempiendo con disciplina e onore la nostra funzione, all'interno di una tensione pubblica di perseguimento del bene". Ha parlato di "assoluta gravità" in relazione alla scopertura degli organici e non ha negato le difficoltà che potrebbero nascere dalla riforma Cartabia. E ha affermato: "I cittadini che alla magistratura si rivolgono per vedere tutelati i propri diritti e le istituzioni che con la magistratura interagiscono nel quadro delle dinamiche costituzionali dei rapporti tra poteri dello Stato devono pretendere una magistratura che sia credibile e devono, allo stesso tempo, avere fiducia nel suo lavoro, per ricostruire quel circolo virtuoso che costituisce uno dei fondamenti della nostra democrazia. Ogni società civile ha bisogno di credere nella propria giustizia. La reputazione del singolo magistrato e dell'ordine giudiziario nel suo complesso è il seme da cui può germogliare un sentimento di rinnovato affidamento della società nei suoi giudici. A parlare devono essere i fatti e - ha sottolineato Pinelli - la magistratura che lavora in questo distretto rappresenta, da sempre, l'esempio del modello di magistrato che vogliamo, l'arresto del latitante Matteo Messina Denaro non è che l'ultima tappa – per quanto, certo, non definitiva – del difficile percorso per contrastare ogni tipo di fenomeno criminale, e quello mafioso in particolare".

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Magistrati onorari: "Concretizzare la stabilizzazione"

All'inaugurazione dell'anno giudiziario anche i magistrati onorari hanno rivendicato i loro diritti, negati da decenni. Si tratta dei "precari" della giustizia, vittime di un paradosso intollerabile, visto che il loro datore di lavoro è lo Stato, e che sopperiscono proprio ai vuoti di organico messi in evidenza da tutti: "Noi confidiamo che la politica sia finalmente consapevole della gravità del quadro" determinata da questa situazione, "incidente - ha detto Giulia Bentley, delegata dalla Consulta della magistratura onoraria - sulla categoria così come sui cittadini, ai quali è tenuta a garantire una giustizia pienamente rispettosa dello stato di diritto. Né l'una né gli altri possono, infatti, attendere oltre il ripristino della legalità che, si auspica, dopo un profluvio di parole e interminabili attese, si concretizzi in azioni".

Gli avvocati si schierano con Nordio: "No alle intercettazioni per fare gossip mediatico"

Alla cerimonia ha preso parte anche il neopresidente dell'Ordine degli avvocati, Dario Greco, che ha rimarcato il prezioso ruolo svolto proprio dalla magistratura onoraria "indecorosamente precaria e sottopagata" e senza la quale "la giurisdizione dovrebbe dichiarare la sua resa incondizionata". Greco ha messo in evidenza tutta una serie di difficoltà, legate anche alla riforma Cartabia e ha sottolineato che "la giustizia può funzionare solo se vi è buona amministrazione e soprattutto buona volontà dei suoi attori". A differenza di diversi magistrati, si è schierato apertamente con il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, approvando sia la linea sulle intercettazione ("che non devono servire per fare gossip mediatico") che sulla separazione delle carriere. Infine ha lanciato l'allarme sull'ex Palazzo Eas, le cui condizioni hanno comportato il trasferimento di una serie di uffici (a cominciare dalla sezione Lavoro del tribunale) in via Orsini: "Dopo oltre un anno dal trasloco i lavori di restauro non sono iniziati e, forse, non è iniziata neanche la progettazione, con il rischio di perdere i fondi disponibili del Pnrr, per questo chiediamo che venga fornita al più presto la data di inizio e di fine dei lavori e reitereremo la nostra richiesta d'informazioni, finché gli uffici non ritorneranno nella nostra cittadella giudiziaria".

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