Cronaca

Rapinavano gli anziani con il metodo dell'ipnosi: la banda dei palermitani resta in carcere

Lo ha deciso il Riesame. Secondo la ricostruzione dei carabinieri i truffatori avvicinavano le vittime con il pretesto di una finta compravendita di gioielli. Poi un intenso "profumo" persuadeva i malcapitati a recarsi nelle loro case per procurarsi il denaro da consegnare

Rapinavano le loro ignare vittime con il metodo dell'ipnosi. Il Riesame ha deciso: i sei palermitani arrestati un mese fa restano in carcere. I colpi erano stati messi a segno tra Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo. I protagonisti sono: Michele Faija, 59 anni di Cinisi, Giuseppe Immesi, 68 anni di Palermo, Matteo Li Causi, 49 anni, originario di Palermo, ma residente a Bergamo, i palermitani Gaetano Talamanca, 51 anni e Giovanni Salafia, 27 anni e Domenico Immesi, 38 anni di Villabate.

A inizio agosto erano stati arrestati dai carabinieri nell’ambito dell’operazione Hypnose. I militari avevano eseguito un provvedimento del Gip Fabio Gugliotta su richiesta della Procura guidata dal Procuratore Emanuele Crescenti. L’indagine, coordinata dal sostituto Rita Barbieri, consentì di documentare l’attività del gruppo, con base a Palermo, che usava l'ipnosi per manipolare le proprie vittime e derubarle.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri i rapinatori prendevano di mira soprattutto anziani. Dopo essere state avvicinate dagli indagati con il pretesto di una finta compravendita di gioielli, le vittime percepivano un intenso "profumo" che, unito ad altre tecniche di manipolazione ipnotica, induceva in stato confusionale e venivano persuase a recarsi presso la propria abitazione o nei propri istituti di credito per procurarsi il denaro che consegnavano ai malfattori.

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