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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca Cinisi

Rapina all'Unicredit di Cinisi, immobilizzati dipendenti e clienti: portati via 110 mila euro e migliaia di dollari

Il colpo nella filiale del centralissimo corso Umberto I. In azione due uomini col volto coperto da mascherine e cappucci. Indagano i carabinieri

Colpo grosso in banca a Cinisi. Due rapinatori sono entrati in azione oggi intorno alle 15.30 alla filiale Unicredit del centralissimo corso Umberto I. Dopo aver fatto irruzione nei locali dell'istituto di credito hanno immobilizzato clienti e dipendenti, attendendo l'apertura della cassa temporizzata dalla quale hanno prelevato 110 mila euro in contanti, più alcune migliaia di dollari.

I due uomini sono poi scappati a piedi, raggiungendo probabilmente un complice che li attendeva per fuggire a bordo di un mezzo. Dopo l'assalto, è stato lanciato l'allarme e sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Carini. I militari hanno effettuato i rilievi e acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza.

La Fabi: "Segnali preoccupanti, avevamo già lanciato l'allarme"

Il Sindacato Fabi aveva pochi giorni fa lanciato l’allarme, parlando di segnali gravi e preoccupanti. “Lo avevamo detto che non bisognava abbassare la guardia e i colpi registrati nei primi tre mesi nell’anno ne sono la conferma, in ultimo il preoccupante episodio di oggi -  afferma Gabriele Urzì segretario provinciale Fabi e responsabile salute e sicurezza -. I rappresentanti aziendali della sicurezza delle banche a volte probabilmente sottovalutano, con riferimento alla pandemia da Covid, che dall’inizio della cosiddetta “fase 1” ad oggi sono decine i colpi messi a segno da rapinatori in tutto il Paese che, a posto del classico passamontagna, si mescolano ai clienti con una mascherina FFP2 che svolge lo stesso compito senza dare nell’occhio: nascondere il volto dei malviventi. Forse si sottovaluta che la mascherina, come confermano gli investigatori, ci tutela ovviamente dal rischio di contagio ma avvantaggia i banditi che si spacciano per normali clienti in attesa e poi tirano fuori le armi da taglio o da fuoco e portano a segno le rapine. Così la mascherina diventa un 'attrezzo del mestiere' facile da usare e facile da nascondere nella fase della fuga quando non serve più.  A questo aggiungiamo – continua Urzì – la dismissione dei servizi di guardiania armata che facilita non poco i malintenzionati.

Inoltre è preoccupante che spesso i rapinatori invece di arraffare il poco contante ormai presente allo sportello vista l’adozione dei “roller cash” (cassetti blindati che erogano solo il contante relativo all’operazione in corso), si introducono nei locali immobilizzando clienti ed impiegati attendendo l’apertura delle casseforti a tempo”. A Palermo ed in Sicilia il 2022 non è iniziato bene per gli istituti di credito che, dopo un periodo fortemente influenzato dalle restrizioni per la pandemia, sembrano essere di nuovo nel mirino dei rapinatori. “Le forze dell’ordine svolgono un lavoro straordinario - conclude Urzì - ma occorre una migliore organizzazione della sicurezza da parte delle banche, progetti mirati ad attuare una più efficace strategia antirapina, sistemi di difesa più sofisticati e al passo con i tempi, aumento del budget da destinare alla sicurezza, maggiore formazione del personale, apparati di controllo sempre più aggiornati". 
 

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