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Via Molinari, parcheggiatore minacciato con la pistola e rapinato: arrestato ex poliziotto

In manette Vincenzo Ruisi, 48 anni. Fino al 1996 era in servizio alla Questura di Palermo, poi l'allontanamento per una condanna definitiva a 5 anni e 8 mesi di reclusione. L'uomo avrebbe reclutato due giovani esecutori materiali dell'assalto

Da poliziotto a "leader e punto di raccordo della criminalità cittadina", autore di violente rapine. E' il profilo che la questura traccia di Vincenzo Ruisi, 48 anni e pluripregiudicato per reati di natura patrimoniale e legati agli stupefacenti. Gli agenti della squadra mobile lo hanno arrestato perchè ritenuto l'autore della violenta rapina messa a segno ai danni di un posteggiatore della sala giochi di via Molinari. In manette anche Maurizio Sirchia, 20 anni, e Alessio Corrao, 21 anni, ritenuti complici di Ruisi.

I fatti risalgono allo scorso 30 giugno quando un posteggiatore ha detto di essere stato minacciato con una pistola e rapinato da due giovani. "Se non stati zitto ti ammazziamo”, avrebbero detto i malviventi prima di fuggire con l'incasso pari a 700 euro. I rapinatori sono quindi fuggiti a bordo di un’ auto guidata da una donna.

Immediatamente gli agenti sono risaliti a Ruisi attribuendogli "un ruolo tutt’altro che marginale. La particolare natura criminale - spiegano dalla questura - è legata anche al fatto che lo stesso risulta essere stato un poliziotto, per altro in servizio alla Questura di Palermo fino al giugno del 1996, periodo del suo allontanamento, in conseguenza di una condanna definitiva emessa dalla Corte di Appello di Milano a 5 anni, 8 mesi di reclusione e interdizione dai pubblici uffici per aver commesso 8 rapine aggravate dall’ utilizzo di un'arma d'ordinanza in concorso con altri soggetti."

Dalle indagini è emerso che Ruisi, assiduo frequentatore della sala giochi di via Molinari, lo stesso giorno della rapina (ma circa un’ora e mezza prima) si era già recato presso il parcheggio. Per gli inquirenti aveva, sostanzialmente, effettuato un sopralluogo funzionale alla rapina.  Ruisi è stato rintracciato presso un centro medico privato presso cui risultava regolarmente impiegato ed è stato condotto alla squadra mobile. "I poliziotti - sottolineano dalla questura - a partire dal ruolo di riconosciuta leadership criminale hanno delineato il quadro del delitto. Sarebbe stato proprio Ruisi, punto di raccordo criminale e procacciatore di 'manovalanza', ad assoldare i due rapinatori". L'ex poliziotto avrebbe anche "convinto la sua compagna, alla quale aveva detto di essere un medico, ad accompagnare due ragazzi di circa 20 anni, suoi conoscenti, presso il parcheggio. La donna, completamente ignara delle intenzioni, avrebbe atteso in auto il ritorno dei due giovani".

Dall'analisi dei tabulati telefonici la polizia è poi risalita ai complici. In casa di Sirchia, nascosta all’interno di una scatola di scarpe nell’armadio della camera da letto, è stata trovata una pistola giocattolo corrispondente a quella utilizzata per commettere la rapina. Accanto anche parte del bottino prelevato. Ruisi si trova al Pagliarelli sottoposto a fermo di indiziato di delitto per il reato di rapina aggravata.

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