Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Libertà / Via Generale Arimondi Giuseppe

Tabaccaia presa a pugni in via Arimondi, arrestato violento rapinatore

Si tratta dell'ultimo dei componenti di un commando inizialmente sfuggito alla cattura e ancora in libertà. Armato di due pistole ed altrettanti taglierini aveva seminato il panico prima in un panificio di via Liszt e poi in una tabaccheria ad angolo con via Sampolo

Armato di due pistole ed altrettanti taglierini aveva seminato il panico in centro: prima facendo irruzione in un panificio di via Franz Liszt, poi in una tabaccheria in via Generale Arimondi, quasi all’angolo con la via Sampolo. Arrestato l'ultimo dei componenti di un commando di violenti rapinatori. Si chiama Pietro Alex Demma. Era l'unico a essere sfuggito alla cattura, durante la doppia rapina datata 22 febbraio. In carcere erano finiti Danilo Calì, 26enne di Campofelice di Fitalia ed i fratelli Gioacchino e Vincenzo Trippodo, palermitani di 25 e 23 anni.

Nel primo caso, il bottino era stato di 250 euro, nel secondo di 120 euro. Al di là dell'esiguo denaro raggranellato, ciò che colpì la polizia fu la violenza dei malviventi nei confronti dei titolari della tabaccheria. Marito e moglie furono infatti chiusi nello sgabuzzino dell'esercizio, in modo che i rapinatori potessero fare man bassa dei proventi. Ma l'aver constatato che in cassa erano presenti soltanto 120 euro ha innescato la rabbia dei malviventi che così decisero di usare le maniere forti con i titolari. Rientrati nello sgabuzzino, per costringere il marito a consegnare altro denaro, sferrarono un violento pugno alla moglie. Il tabaccaio reagì rimediando numerose ferite da taglio alla mano.

L'auto dei rapinatori fu poi segnalata al 113 da alcuni passanti. Ne scaturì un lungo inseguimento nelle strade adiacenti al litorale che si è concluso nei pressi della Cala. Demma invece riuscì a fuggire portando via il bottino, senza riuscire però a camuffare il suo volto, visto e memorizzato da uno degli agenti del dommissariato Oreto. Come se non bastasse, dimenticò il suo giubbotto nella vettura bloccata dalla polizia.

E' così partita un’attività d’indagine minuziosa e dettagliata, nella quale è stata decisiva anche una leggerezza commessa dal ventenne, che ricordatosi di aver dimenticato l’indumento all’interno dell’autovettura, nel maldestro tentativo di crearsi un alibi, si è recato in una stazione dei carabinieri per denunciare di aver subito una rapina ad opera di ignoti che gli avevano sottratto il giubbotto, con  all’interno un telefonino e delle chiavi. I tentativi però non sono serviti a nulla: i poliziotti della squadra investigativa, raccolti tutti gli elementi tecnici, lo hanno identificato. Così sono scattate le manette anche per lui.
 

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