Anziano rapinato e ucciso nella sua casa di Terrasini, via al processo per 4 imputati

La Procura ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per l'assalto e l'omicidio con dolo eventuale di Mike Nepa, avvenuti il 9 settembre dell'anno scorso. La vittima non sarebbe sopravvissuta allo spavento. Sarebbero stati rubati 300 mila euro ma non sono mai stati ritrovati

Via Venezia, a Terrasini, dove avvenne la rapina culminata nella morte di Mike Nepa

Via al processo per la rapina culminata nella morte di un anziano, Mike Nepa, avvenuta a Terrasini il 9 settembre dell'anno scorso. Il procuratore aggiunto Ennio Petrigni ed i sostituti Giulia Beux e Luisa Bettiol, che hanno coordinato le indagini dei carabinieri, hanno infatti chiesto ed ottenuto il giudizio immediato per quattro imputati: Francesco Lo Piccolo, Gaspare Polizzi, Dario La Perna e Donald Cucchiara Di Leo, che sono accusati anche dell'omicidio (con dolo eventuale) di Nepa. La prima udienza si terrà a gennaio, davanti alla prima sezione della Corte d'Assise.

In base alla ricostruzione degli inquirenti, i quattro sarebbero entrati nell'abitazione di via Venezia ed avrebbero portato via almeno 300 mila euro, che la vittima avrebbe custodito in un baule. Un bottino che però non è mai stato ritrovato. Nepa era affetto da diverse patologie e non sarebbe sopravvissuto allo spavento vedendosi piombare in casa i banditi. E questo anche perché - così sostiene l'accusa - era stato immobilizzato e gli sarebbe stata tappata la bocca con del nastro adesico, rendendo difficile la respirazione.

Lo Piccolo, Polizzi e La Perna, assistiti tra gli altri dagli avvocati Umberto Seminara e Giuseppe Brancato, avevano ammesso le loro responsabilità davanti al gip Marco Gaeta, dopo i loro arresti, avvenuti a maggio. Di Leo si era invece avvalso della facoltà di non rispondere. Lo Piccolo aveva precisato che "dovevamo fare solo un furto, non dovevamo ammazzare nessuno".

Ad incastrare i quattro ci sono anche delle intercettazioni. In una di esse, sempre Lo Piccolo descriveva proprio la morte dell'anziano: "L'omicidio c'è! Infatti poi ci ficiru i cose... Muriu soffocato preciso, è omicidio! Non se la firò a fare e l'ammazzò... Ci rissi: 'Malato... avia iutu p'a gola accussì faceva... picchì un lu lassi respirare! Pigghialu bonu, levacilla! Pigghia e ci mette a mano'" e poi aggiungeva: "Ma il naso era libero... e idda proprio u iuccau, mancu u sapeva iu però! Pi tuccarlo un poco respira, 'fallo respirare'". Infine specificava: "Si scantò, minchia, 1.200 euro in sacchetta aveva!".ù

Ma gli inquirenti hanno anche analizzato i filmati ripresi da alcune telecamere di sorveglianza nella zona di via Venezia. La notte del 9 settembre dell'anno scorso "avevano ripreso il transito di una Volkswagen grigia", un mezzo compatibile con quello di La Perna. Peraltro sarebbero state ritrovate anche tracce del dna di due imputati, Lo Piccolo e Polizzi, nella stanza da letto di Nepa, in particolare "sulla corda bianca in corrispondenza del tronco superiore della vittima, sul nastro adesivo di carta, sui guanti in lattice accanto al letto" e sotto l'unghia del pollice della mano destra della vittima.

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