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Inseguito, strangolato e picchiato: serata di paura per un giovane musicista

Quattro balordi a bordo di una Hyundai i30 lo hanno costretto a fermarsi sulla strada statale 186, all'altezza di Borgetto. Delusi di avergli trovato solo 20 euro, uno di loro gli ha sferrato dei pugni in faccia. "Mai avrei immaginato una cosa del genere"

Inseguito sulla strada statale 186, minacciato, strangolato, picchiato e derubato. Si può riassumere così la violenta rapina di cui è stato protagonista un musicista di 23 anni originario di Trappeto, avvicinato nel tardo pomeriggio di lunedì da quattro malviventi a bordo di una Hyundai i30 di colore blu scuro. Lo hanno costretto a fermarsi tagliandogli la strada, per poi puntare dritti verso la portiera della sua auto. “Stavo andando a Palermo a prendere la mia ragazza e non avrei mai potuto immaginare cosa stava per accadere. Mi hanno immobilizzato - spiega il giovane - e stritolato il collo con la cintura. Mi hanno chiesto di consegnargli tutto ciò che avevo. Delusi per avermi trovato solo 20 euro mi hanno pure spaccato lo smartphone scaraventandolo a terra”.

Il ragazzo è rimasto all’interno dell’abitacolo, terrorizzato ma lucido abbastanza da capire che era meglio non accennare alcuna reazione, mentre la banda lo minacciava chiedendogli il denaro. Ma il musicista aveva pochi contanti con sé e questo fatto ha scatenato l’ira di uno dei quattro rapinatori, che gli ha mollato una raffica di pugni in faccia causandogli diverse lesioni allo zigomo e alla mascella. I rapinatori si sono poi resi conto che sul sedile anteriore lato passeggero c’era una scatola. “Dentro c’era un campionatore (un apparecchio musicale elettronico, ndr) della Korg sul quale c’era ancora il prezzo: 359 euro. Un amico lo aveva fatto spedire a casa mia e glielo avrei dovuto portare proprio quella sera. A quel punto hanno deciso di prendere quello - aggiunge il giovane - e sono fuggiti senza darmi il tempo di fare nulla”.

A lanciare l’allarme a sua madre e ai carabinieri è stato lo stesso ragazzo, che purtroppo è riuscito ad annotare appena due lettere della targa dell’auto utilizzata dalla banda. In un secondo momento il 23enne è andato al comando dei carabinieri di Partinico per sporgere denuncia e dare il via alla “caccia”. Dopo aver acquisito le prime informazioni i militari hanno avviato le ricerche dei rapinatori, cercando anche fra le immagini delle telecamere di videosorveglianza piazzate negli ipotetici percorsi che la banda potrebbe aver seguito in auto. “I quattro parlavano con un accento dell’est Europa - conclude il musicista - ma mi è sembrato che simulassero quella parlata per confondermi e depistare le indagini dei carabinieri”.

Si ringrazia per la gentile collaborazione la redazione de iltarlonews.it

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