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Cronaca Partinico

La rapina, la pioggia di proiettili, la morte a 34 anni: i carabinieri ricordano il collega Antonino Favazzi

Oggi a Partinico la commemorazione dell'appuntato palermitano che perse la vita nel dicembre del 1984 dopo un violento conflitto a fuoco

Sono passati 38 anni dalla morte di Antonino Favazzi, palermitano, appuntato dei carabinieri, ucciso nel dicembre 1984 nel tentativo di sventare una rapina a Partinico. Un eroe che l'Arma non ha mai dimenticato. Questa mattina, alle 10, nel cippo a lui dedicato in via Favazzi, a Partinico, si è svolta una cerimonia commemorativa.

Il comandante del Gruppo carabinieri di Palermo, il tenente colonnello Aniello Schettino, il neoeletto sindaco di Partinico Pietro Rao, il parroco Salvatore Salvia ed i familiari della vittima hanno deposto una corona d’alloro e reso gli onori all'appuntato.

Favazzi trovò la morte in un giorno di inizio dicembre del 1984, quando aveva 34 anni. Insieme a un collega si trovava a Partinico quando arrivò la segnalazione di una rapina all’interno del circolo ricreativo del paese. Giunti sul posto i due vennero assaliti da diversi malviventi che senza esitare iniziarono a sparare una pioggia di proiettili sulla pattuglia. Ne nacque un violento conflitto a fuoco durante il quale venne ferito gravemente Favazzi. L'appuntato fu trasportato d’urgenza in ospedale. Entrò in coma e giudicato inreversibile dai medici, si spense dopo quattro giorni di agonia. 

Il giorno dopo l'accaduto furono arrestati i responsabili: due di loro vennero condannati per rapina, mentre il responsabile della morte dell’appuntato Favazzi fu condannato a 25 anni di carcere per omicidio. Favazzi lasciò la moglie e tre figlie, Roberta, Daniela e Manuela.

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