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Una fermata del bus in corso dei Mille, zona Sperone (foto archivio)

Una fermata del bus in corso dei Mille, zona Sperone (foto archivio)

Notte di paura allo Sperone, 20enne rapinato dello smartphone mentre aspetta il bus

La vittima, un palermitano che vive e lavora in Lombardia, era atterrato da poco in città. Stava raggiungendo alcuni amici ma sulla sua strada ha incrociato un rapinatore. "Mi ha chiesto 5 euro per la benzina, poi mi ha puntato un coltello"

Ha scelto con attenzione la sua vittima, un giovane solo alla fermata del bus notturno, e si è avvicinato con una scusa: “Sono rimasto a piedi con l’auto, mi puoi dare 5 euro?”. Al rifiuto del giovane, un ventenne palermitano che vive e lavora a Milano, il bandito che aveva davanti non ci avrebbe pensato due volte e avrebbe tirato fuori dalla tasca un coltello. Poi glielo avrebbe puntato contro costringendolo a consegnargli il suo smartphone.

La rapina è avvenuta nella notte tra venerdì e sabato scorsi, in corso dei Mille, nella zona dello Sperone. A raccontare a PalermoToday l’accaduto è la stessa vittima: “Ero tornato da poco a Palermo e stavo aspettando il notturno per raggiungere i miei amici. Si è avvicinato questo tipo che mi ha chiesto dei soldi ma gli ho mostrato il mio portafogli che era vuoto”.

Il ventenne quindi avrebbe preso il suo smartphone per contattare gli amici e avvisarli che sarebbe arrivato di lì a poco. “Mi ha detto che se gli avessi dato 5 euro mi avrebbe accompagnato lui in auto. Poi c’è stato un attimo di silenzio dopo il quale il rapinatore mi ha puntato un coltello. Mi ha strappato dalle mani lo smartphone e si è allontanato lentamente continuando a puntarmi l’arma addosso”.

Solo dopo la rapina la giovane vittima, un consulente informatico, è riuscita a salire sul bus dal quale ha poi lanciato l’allarme facendosi prestare un cellulare. “La polizia mi ha raggiunto in zona stazione - racconta - e ha raccolto la descrizione del rapinatore. Aveva circa 30 anni, alto un metro e ottanta, calvo e con barba incolta. Indossava un felpa grigia con tascone centrale e pantaoloni scuri. Era palermitano, parlava in dialetto”.

La notte stessa il ventenne è andato in commissariato per visionare le fotografie di alcuni sospettati, uscendo intorno alle 5 con la denuncia tra le mani. Sulla scorta delle prime informazioni gli investigatori hanno avviato le ricerche in zona, acquisendo inoltre le immagini delle telecamere installate nella zona che potrebbero avere ripreso tutta la scena.

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