Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca Zen

La violenta rapina nella chiesa dello Zen, arrestato secondo componente della banda

In manette un 24enne del quartiere. I fatti risalgono al 27 dicembre scorso, quando un commando ha prima rubato alcuni oggetti sacri e poi si è introdotto nella casa del sacerdote, padre Miguel Angel Pertini, picchiando sia il religioso sia il padre

Parte della refurtiva recuperata

La notte del 27 dicembre avrebbe, con l'aiuto di tre complici, messo a segno una violenta rapina nella chiesa dello Zen aggredendo e picchiando padre Miguel Angel Pertini. Con questa accusa, la polizia ha arrestato Giovanni Caviglia, 24 anni, (nella foto) residente proprio allo Zen. Deve rispondere di rapina aggravata in concorso.  

Si tratta del secondo arresto per quello che è stato un assalto in piena regola. Il 31 dicembre era finito in CAVIGLIA Giovanni-2manette, con l'accusa di fare parte del commando, Sami Ben Lazrag, tunisino di 18 anni.

I malviventi - armati di pistola e con il volto coperto da cappucci e sciarpe - sono entrati all’interno del complesso della chiesa “San Filippo Neri” di via Fausto Coppi, forzando la porta di ingresso della canonica con un piede di porco. Dopo aver rubato il tabernacolo contenente due pissidi e quattro patene con circa trecento ostie consacrate, i ladri hanno raggiunto la casa del sacerdote. Il commando ha minacciato i genitori del religioso, giunti dall’Argentina in vista delle festività natalizie.Il padre è stato anche picchiato. In soccorso dei suoi familiari è arrivato don Miguel, ripetutamente alla schiena e al volto. Successivamente, è stato costretto sotto la minaccia di una pistola a inginocchiarsi e a camminare così lungo il corridoio del primo piano. Il sacerdote alla vista del padre riverso per terra, nell’istintivo gesto di avvicinarsi per proteggerlo, è stato nuovamente colpito dai malviventi, che chiedevano con insistenza di consegnare il fantomatico "tesoro" della Chiesa. Dopo essersi impossessati di 150 euro e 5000 pesos argentini in contanti, di oggetti preziosi (una fede, una catenina e bigiotteria, un orologio e un notebook) i banditi sono fuggiti. 

Il tabernacolo e gli altri oggetti sacri, sono stati recuerati e restituiti alla Curia in occasione dell'arresto di Lazrag.


 

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