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Il centro scommesse in via San Raffaele Arcangelo

Il centro scommesse in via San Raffaele Arcangelo

Rapina al centro scommesse, preso complice del bandito morto

Intanto è indagato per omicidio volontario l'uomo delle pulizie che ha colpito alla testa con un estintore il rapinatore, Renato di Blasi. Gli inquirenti hanno dubbi sulla dinamica dell'accaduto

Arrestato il complice di Renato Di Blasi, il rapinatore morto dopo essere stato colpito alla testa con un estintore nel corso della rapina al centro scommesse di via San Raffaele Arcangelo al Villaggio Santa Rosalia. Si tratta di un pregiudicato: S.F di 30 anni. I due avevano fatto irruzione nel centro scommesse Eurobet, ma la rapina era terminata con una violentissima colluttazione tra aggressori e vittime. Intanto G.L.C. , l’addetto alle pulizie del centro che ha colpito Renato Di Blasi provocando la sua morte è indagato per omicidio volontario. L’uomo è ancora ricoverato al Policlinico per le ferite riportare durante il colpo. Con lui c’era la fidanzata, L.V., diciannove anni.  Gli inquirenti nutrono dubbi sulla dinamica dell’accaduto. Oggi l’autopsia su Di Blasi.

Immediatamente sono scattate le indagini dei carabinieri, con lo scopo di identificare il complice che al termine della colluttazione era riuscito a darsi alla fuga facendo perdere le proprie tracce ma grazie a un’attività tecnica e informativa gli uomini dell’arma sono riusciti a identificarlo con certezza. I militari hanno monitorato i pronto soccorso degli ospedali cittadini, confrontando l’identità e la provenienza dei pazienti che avevano i sintomi o necessità di cure compatibili con quelli del rapinatore. L’analisi dei dati ha evidenziato che il S.F. era andato, nella fascia oraria poco successiva alla rapina, presso il pronto soccorso del Policlinico ed aveva delle ferite alla testa e dolori al torace, compatibili quindi con le risultanze cliniche scaturite dalla colluttazione all’interno del centro scommesse. L’uomo è stato bloccato dai carabinieri nella sua abitazione di via San Raffaele Arcangelo, a un centinaio di metri dalla scena del crimine, e tradotto all’Ucciardone.
 

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