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Un frame della rapina

Un frame della rapina

La maxi rapina dei palermitani in banca: basista torna in carcere

I tre presunti autori dell'assalto, con bottino dai 50 ai 60 mila euro, alla Banca popolare Sant'Angelo di Raffadali, finiscono davanti al giudice

Giudizio abbreviato, quindi non ci sarà alcun dibattimento e si deciderà “allo stato degli atti” con l’eventuale condanna ridotta di un terzo. I tre presunti autori della maxi rapina, con bottino dai 50 ai 60mila euro, alla Banca popolare Sant'Angelo di Raffadali, finiscono davanti al giudice. Si tratta di Raffaele Salvatore Fragapane, 43 anni, di Santa Elisabetta, e dei palermitani Umberto D'Arpa, 53 anni e Martino Merino, 26 anni. I difensori - gli avvocati Giuseppe Barba e Ninni Giardina - subito dopo la decisione del gip Francesco Provenzano di disporre il giudizio immediato, hanno scelto la strategia processuale del rito abbreviato. Fragapane, peraltro, di recente è tornato in carcere.

Il procedimento, davanti al gup Alessandra Vella, è stato incardinato e c’è stata la decisione del giudice di ammetterli al rito speciale che prevede la riduzione della pena di un terzo e l’assenza di istruttoria con la decisione, quindi, che scaturisce solo dall’esame degli atti relativi alle indagini preliminari. Il 3 febbraio è in programma la requisitoria del pubblico ministero Chiara Bisso e le arringhe difensive.

Fragapane, libero nonostante una condanna a 10 anni e 8 mesi rimediata nell'ambito dell'operazione antimafia "Montagna", avrebbe fatto da basista al colpo, dello scorso 10 febbraio, all'istituto di credito.

I due palermitani, reo confessi della rapina di cui sarebbero gli esecutori materiali, ai danni dei dipendenti della filiale oltre che di un cliente che aveva 1.000 euro in tasca e che è stato costretto a consegnarli, hanno raccontato di essere venuti in treno ad Agrigento per vendere un orologio ma di non averlo fatto perché l'acquirente non si era presentato all'appuntamento.

A quel punto, anziché rientrare a Palermo, secondo il loro racconto, bocciato come "inverosimile" dal gip Stefano Zammuto dopo l'arresto, avrebbero chiamato Fragapane, che avevano conosciuto in passato per avere partecipato insieme ad alcune fiere, che li avrebbe prelevati in auto e avrebbero iniziato a girovagare per Raffadali fino alla decisione estemporanea di rapinare la banca. Fragapane, in sostanza, secondo la loro versione, totalmente bocciata, solo dopo avrebbe saputo del colpo e li avrebbe aiutati ad allontanarsi portandoli nel suo benzinaio di Sant'Angelo dove sono stati sorpresi e arrestati.

Il quarantenne, cugino del boss Francesco Fragapane, aveva di fatto confermato la stessa versione ma, in un secondo momento, ha chiesto di essere interrogato dal pm Chiara Bisso alla quale, "salvo qualche reticenza", secondo quanto evidenzia il gip, ha ammesso i fatti ottenendo anche il suo parere favorevole alla scarcerazione. Nelle scorse ore, però, in seguito alla segnalazione di alcune violazioni, il giudice lo ha rimandato in carcere.
 

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