La rapina dei palermitani in banca: confessa di aver fatto da basista, 43enne ai domiciliari

Due palermitani un mese e mezzo fa erano finiti in manette a Raffadali. La fuga dei malviventi - scappati con un bottino di 50 mila euro - si era conclusa poco dopo nella piazzola di un distributore di benzina

Un frame della rapina

"L'indagato ha reso dichiarazioni al pubblico ministero e per la prima volta ha ammesso, seppure con qualche reticenza, la compartecipazione alla rapina". Per questo le esigenze cautelari si possono ritenere attenuate. Con queste motivazioni il gip del tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, al quale si è rivolto il difensore, l'avvocato Giuseppe Barba, ha scarcerato il quarantaduenne Raffaele Salvatore Fragapane e ha disposto nei suoi confronti, gli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico. 

Fragapane, libero nonostante una condanna a 10 anni e 8 mesi rimediata nell'ambito dell'operazione antimafia "Montagna", avrebbe fatto da basista al colpo, dello scorso 10 febbraio, alla banca Sant'Angelo di Raffadali, che ha fruttato dai 50 ai 60 mila euro.

Per lui e per il palermitano Umberto D'Arpa, 53 anni, dopo l'interrogatorio di convalida, era stata disposta la custodia cautelare in carcere, confermata in seguito dal tribunale del riesame. Per Martino Merino, 26 anni, anche lui palermitano, unico incensurato del gruppo, sono stati disposti da subito gli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico.

I due palermitani, rei confessi di essere stati gli autori materiali della rapina, ai danni dei dipendenti della filiale oltre che di un cliente che aveva 1.000 euro in tasca e che è stato costretto a consegnarli, hanno raccontato di essere venuti in treno ad Agrigento per vendere un orologio ma di non averlo fatto perché l'acquirente non si era presentato all'appuntamento.

A quel punto, anziché rientrare a Palermo, secondo il loro racconto, bocciato come "inverosimile" dal gip, avrebbero chiamato Fragapane, che avevano conosciuto in passato per avere partecipato insieme ad alcune fiere, che li avrebbe prelevati in auto e avrebbero iniziato a girovagare per Raffadali fino alla decisione estemporanea di rapinare la banca. Fragapane, in sostanza, secondo la loro versione, totalmente bocciata, solo dopo li avrebbe aiutati ad allontanarsi portandoli nel suo benzinaio di Sant'Angelo dove sono stati sorpresi e arrestati.

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Il quarantenne, cugino del boss Francesco Fragapane, aveva di fatto confermato la stessa versione ma, in un secondo momento, ha chiesto di essere interrogato dal pm Chiara Bisso alla quale, "salvo qualche reticenza", secondo quanto evidenzia il gip, ha ammesso i fatti ottenendo anche il suo parere favorevole alla scarcerazione.

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