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In carcere con l'accusa di rapina, assolto bancario (dopo aver perso il lavoro)

L'assalto di una banda di palermitani in banca con pistola e martello. Nel colpo da 390 mila euro rimase coinvolto Giacomo Sparaco. Ha sempre sostenuto la sua innocenza, dopo nove anni la Corte di Appello gli ha dato ragione

Era sospettato di essere stato il basista e complice della banda che rapinò una banca a Lipari. Per quel colpo da 390 mila era finito in carcere. Adesso, nove anni dopo, è stato assolto dalla Corte d'Appello. I fatti risalgono al 2007: Giacomo Sparaco, palermitano, fu accusato di aver partecipato al colpo messo a segno in una filiale della Banca Antonveneta, in cui lavorava come cassiere. Nel frattempo è stato sospeso dal suo incarico e da tempo non ha più né un lavoro né uno stipendio. 

La rapina fu messa a segno da una banda di palermitani, nella prima mattinata del 13 luglio 2007. Tre palermitani in vacanza a Lipari si presentarono agli sportelli, armati di una pistola e di un martello, assaltarono l'Antonveneta di Lipari e in seguito furono smascherati e arrestati dal Gico della Guardia di finanza. Sette in totale gli imputati (gli altri erano accusati di favoreggiamento). Sparaco finì nei guai con l'accusa di concorso in rapina. Arrestato per due volte, in entrambi i casi fu scarcerato.

Sparaco, che oggi ha 38 anni, in primo grado era stato condannato a sei anni e mezzo di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e al pagamento di duemila euro di multa. La sentenza - datata aprile 2014 - fu emessa dal Tribunale di Barcellona. A questo punto la Monte Paschi di Siena, divenuto nel tempo il proprietario dell’Antonveneta, che si era costituito parte civile, aveva deciso di sospenderlo dal suo incarico. Niente stipendio. Nel "bilancio" anche 20 giorni di carcere e di ingiusta detenzione. Nove lunghi anni di incubo giudiziario. In appello, il Procuratore generale di Messina, al termine del dibattimento ha chiesto l'assoluzione per Sparaco mentre la Banca Monte dei Paschi di Siena, che si è costituita ancora una volta parte civile, ha insistito per la conferma della sentenza. Adesso è arrivata l'assoluzione. 

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