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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Tenta assalto in banca con una bomba finta, arrestato palermitano a Marino

In manette un uomo di 55 anni, insieme a due complici laziali: sono stati bloccati da polizia e carabinieri prima che potessero mettere a segno il colpo ai danni della Banca Popolare di Milano

Insieme ad altri due complici stava preparando una rapina ai danni della Banca Popolare di Milano a Marino, in provincia di Roma. Ma è stato pedinato e fermato, nel corso di un’operazione congiunta tra polizia e carabinieri di Latina, poco prima che mettesse a segno il colpo. Così Vito Franceschetti, 55 anni, palermitano, è stato arrestato. In manette anche Marco Ranieri, 52 anni, nato a Roma e Cristian Caloroso, 27enne di Latina.

Le forze dell'ordine si sono messe sulle tracce del palermitano dopo avere notato alcuni movimenti sospetti che lasciavano presagire la preparazione di un colpo, in seguito a un'escalation di rapine che si sono verificate soprattutto negli ultimi mesi. E in effetti, alle prime ore di ieri mattina, i tre si sono dati appuntamento a Pomezia nei pressi dell’abitazione del palermitano. Insieme, a bordo di una Bmw 320, hanno raggiunto la frazione di Frattocchie dove hanno effettuato un sopralluogo alla filiale della Banca Popolare di Milano. Subito dopo sono rientrati a Pomezia, entrando in un’area di edilizia residenziale pubblica da dove sono usciti divisi. Caloroso era a bordo della Bmw, mentre Ranieri e Franceschetti erano in una Fiat Punto rubata. Le due auto hanno raggiunto così l’istituto bancario. Intorno alle 14,15 Caloroso si è sistemato alle spalle della banca, mentre a poca distanza c’erano il palermitano e Ranieri pronti a scendere dall’auto per entrare.  

I tre sono stati quindi immediatamente bloccati e nel corso della perquisizione delle auto sono stati trovati cappelli di lana, taglierini, guanti in lattice e la riproduzione di una bomba a mano modello Mk2, insieme a tre grammi circa di marijuana nascosti nel giubbotto di Caloroso.

Le successive perquisizioni nelle abitazioni hanno permesso di rinvenire solo a casa di Ranieri altri 12 grammi di hashish. Il pubblico ministero di turno, informato dell’esito dell’attività investigativa, ha stabilito l’arresto dei tre indagati per il reato di tentata rapina aggravata in flagranza, disponendo il trasferimento nel carcere di Velletri in attesa del giudizio di convalida.


 

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