Cronaca Sperone

Assalivano banche e gioiellerie Sgominata banda: quattro arresti

Operazione congiunta di carabinieri e polizia. Tra marzo e luglio dello scorso anno avrebbero messo a segno dieci colpi che gli avrebbero fruttato circa 50 mila euro. I malviventi sono tutti dello Sperone. Smascherati incrociando le immagini delle telecamere con i loro profili Facebook

Le immagini di una rapina messa a segno dalla banda

Una banda di giovani rapinatori seriali è stata smantellata dai carabinieri di Bagheria e dagli agenti della squadra Mobile di Palermo. In manette sono finite tre persone (una è ricercata) ritenute responsabili, tra marzo e luglio dell'anno scorso, di dieci assalti ai danni di banche, uffici postali, supermarket e gioiellerie in tutta la provincia (GUARDA IL VIDEO). Colpi che hanno fruttato ai malviventi un bottino di circa 50 mila euro, utile a garantirsi uno stile di vita lussuoso e capricci di ogni genere. A supporto della banda vi era anche un minorenne che è stato denunciato a piede libero. Gli arrestati sono: M.C. di 19 anni, incensurato nullafacente; A.D'A. pregiudicato nullafacente; M.A. anche lui pregiudicato nullafacente; ed R.A. al momento ricercato.

L'ELENCO DELLE RAPINE MESSE A SEGNO

In base a quanto emerso dalle indagini, per compiere gli assalti, il gruppo agiva sempre a viso scoperto e adottava sempre la stessa tecnica: uno dei banditi scavalcava il bancone intimando al dipendente di consegnare l'incasso, mentre gli altri complici controllavano la situazione, mantenendo aperta la porta automatizzata. Il provvedimento è stato emesso dal gip di Palermo Giovanni Francolini su richiesta dei pm Amelia Luise e Luca Battinieri, e scaturisce da una complessa attività investigativa che ha visto impegnati per sei mesi gli agenti della sezione Antirapine della squadra Mobile di Palermo e dei carabinieri di Bagheria.

Determinante ai fini delle indagini si è rivelato l’esame dei filmati estrapolati dai sistemi di video-sorveglianza degli esercizi commerciali rapinati, che gli investigatori hanno posto a confronto con le immagini pubblicate dai giovani rapinatori sui propri profili di Facebook. Ciò ha consentito di individuare la gang di giovanissimi malviventi, alcuni dei quali legati da uno stretto rapporto di amicizia,  dediti in forma seriale ed esclusiva alla commissione di rapine, quale mezzo di mantenimento di un dispendioso tenore di vita e del loro essere “trendy”.

I servizi di pedinamento condotti nel corso delle investigazioni hanno accertato infatti che i rapinatori frequentavano locali alla moda della movida palermitana, indossando abiti griffati, abbigliamento del quale non si privavano neanche in occasione della perpetrazione delle rapine, si muovevano alla guida di costose motociclette Bmw e di scooter di grossa cilindrata. Uno degli elementi che ha inchiodato, difatti, “uno degli amici di rapina” è stato proprio il suo “bomber” very cool, ovvero il giubbino colorato, indossato dallo stesso nell’ambito di più rapine ed individuato nei fotogrammi estrapolati dagli impianti di video sorveglianza e rinvenuto nell’ambito di una perquisizione.

Peraltro proprio nel corso di una perquisizione domiciliare a casa del R.a., effettuata dai militari dell’Arma, finalizzata al rinvenimento degli abiti indossati durante le rapine, il giovane si lamentò rappresentando di avere gravi problemi di salute, per le lesioni riportate a seguito di un grave incidente stradale, che lo limitavano nella capacità di movimento. In realtà i video acquisiti restituiscono una realtà diametralmente opposta: R.a. appare agile, deciso e dinamico nella realizzazione dei colpi.

I giovani, tutti originari dello Sperone avevano individuato nel centro storico di Palermo, zona via Libertà e dunque il salotto-bene della città, e nella periferia est del capoluogo, le aree predilette per la commissione delle rapine, anche in virtù delle numerose vie di fuga esistenti, forti delle presunzione di non poter essere riconosciuti, motivo per il quale si muovevano a volto scoperto.

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