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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca Oreto-Stazione

Anziano rapinato in via Oreto, scagionati in due: lo stesso video prima li fa condannare e poi assolvere

A Mario Chiovaro e Maurizio Puleo erano stati inflitti rispettivamente 6 anni e 4 anni e 8 mesi di carcere per il colpo messo a segno davanti alla posta a febbraio del 2017, sulla scorta delle immagini riprese da una telecamera. In appello una perizia sull'identico filmato ha portato a ribaltare il verdetto

Le immagini riprese da una telecamera che avevano portato alla loro condanna in primo grado, sono le stesse che ora sono servite invece in appello per scagionarli totalmente dall'accusa di aver rapinato un anziano. Così Mario Chiovaro, 51 anni, e Maurizio Puleo, di 42, ai quali erano stati inflitti rispettivamente 6 anni e 4 anni e 8 mesi di reclusione dal gup Maria Cristina Sala, che li aveva processati con l'abbreviato, sono stati adesso assolti "per non aver commesso il fatto" dai giudici della seconda sezione della Corte d'Appello, che hanno accolto le tesi dei difensori dei due, gli avvocati Carmelo Ferrara (nella foto) e Rosario Corona.

Avvocato Carmelo Ferrara-2La rapina risale all'11 febbraio del 2017, quando il pensionato aveva ritirato dei soldi al bancomat dell'ufficio postale di via Oreto ed era stato poi seguito, aggredito alle spalle e gettato a terra da due banditi, che erano riusciti a portargli via 200 euro, la tessera sanitaria e pure l'abbonamento all'Amat.

Durante le indagini era emerso che quel giorno uno degli imputati, Chiovaro, sarebbe stato anche lui all'interno di quella posta e, visto che in precedenza avrebbe commesso una rapina molto simile, si era ritenuto che assieme a Puleo fosse l'autore anche del colpo dell'11 febbraio 2017.

Secondo la Procura - ed anche per il giudice di primo grado - inoltre, nelle immagini riprese da un'altra telecamere puntata sulla posta, sarebbe stato possibile individuare i due, anche quando avrebbero pedinato la vittima.

In appello i giudici hanno disposto una perizia su questo secondo filmato, all'esito della quale è emerso ciò che la difesa aveva sostenuto sin dal primo momento: le immagini sarebbero di bassissima qualità e sarebbero state riprese da troppo lontano per consentire di inviduare con certezza i due imputati. Inoltre, la presenza di Chiovaro nella posta il giorno della rapina, non può essere considerata una prova - anche a dispetto dei suoi precedenti - per ritenerlo responsabile del colpo. Da qui le assoluzioni.

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