Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Netturbini fannulloni, via alle ispezioni: le deciderà Marino con un sms

Saranno due le squadre di ispettori che controlleranno il lavoro dei dipendenti della Rap. Le zone da tenere sotto occhio le sceglierà direttamente il presidente: "L'impegno è garantire un alto livello di servizio". E Orlando va in Procura

Due dipendenti della Rap (ex Amia)

Due squadre di ispettori controlleranno che i netturbini facciano il proprio dovere. Sotto stretta indicazione del presidente della Rap Sergio Marino, che ogni mattina manderà loro un sms (in gran segreto) con le zone da controllare. Parte da oggi la "tollerenza zero" contro quelli che Orlando ha definito "gli spazzini fannulloni". In tutto saranno quattro gli ispettori che comporranno una speciale task force. Anche se l'obiettivo è di aumentare il numero degli ispettori.

Nel frattempo il sindaco Orlando, pronto a denunciare l'emergenza, è stato convocato dalla Procura che ha aperto un fascicolo contro ignoti. Il Sindaco sarà sentito dal Procuratore aggiunto Dino Petralia e dal pm Anna Battaglia nell'ambito dell'inchiesta aperta dai magistrati per inquinamento ambientale dopo l'emergenza rifiuti in città. Orlando è arrivato dai magistrati con alcuni documenti che consegnerà al Procuratore aggiunto Petralia. "Oggi consegno ai magistrati - ha detto all'Adnkronos - una relazione sulle criticità che si sono registrate durante le festività e anche una relazione dei Vigili urbani sugli accertamenti fatti con riferimento al comportamento dei cittadini e di operatori economici che hanno creato discariche abusive in città".

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MARINO OTTIMISTA - Per l'emergenza rifiuti la "svolta" è ancora lontana, ma il presidente della Rap, Sergio Marino, si mostra positivo. Tanti i temi toccati durante l'intervista di questa mattina durante la trasmissione Rai "Buongiorno Regione". Il numero uno di quella che fu l'Amia parte dalla grande novità del nuovo ciclo: l'utilizzo di ispettori in borghese per vigilare il lavoro dei netturbini e la pulizia nelle strade. Poi accenna al legame tra il prossimo contratto di servizio dell'azienda ed il piano industriale: "Ci permetterà di mantenere la gestione del servizio non esclusivamente sulle entrate determinate dalla Tares, la cui contribuzione dei cittadini spero possa ridursi". Sergio-Marino-2

Quando a Palermo si parla di rifiuti si aprono le porte a mille declinazioni del tema. La Rap, nata circa sei mesi fa, eredita una serie di problemi dall'Amia e la sua filosofia di gestione. Innanzitutto tutto quello dei lavoratori che, per stessa ammissione del presidente Marino, sono molti. Dopo il travaglio del raggiungimento dell'accordo con i sindacati, considerato "il passo più difficile", si attendono gli atti della curatela fallimentare per formalizzare l'acquisto delle aziende fallite. Marino sottolinea l'impegno dell'Amministrazione comunale, volto a garantire "un alto livello del servizio di raccolta rifiuti e la salvaguardia dei posti di lavoro". Per questo il presidente si è detto più che dispiaciuto dopo che, in prossimità delle festività e con l'accordo sindacale già in tasca, "durante i giorni di Natale e Santo Stefano sono stati molti i lavoratori a non presentarsi".

Poi sposta l'attenzione sui cittadini e sulla loro resistenza nell'essere "cittadini europei, impegnati nel fare la raccolta differenziata come si deve. Lo stesso vale - continua Marino - per gli imprenditori che sempre meno vogliono inserirsi nel ciclo per la riduzione dei rifiuti sin dall'origine. E purtroppo, oggi, c'è una produzione esagerata di immondizia: per accorgersene era sufficiente fare un giro per le strade durante il Natale. Si parla di livelli quasi insopportabili. Il problema - conclude - è che siamo troppo legati al conferimento in discarica, quando invece dobbiamo considerare i rifiuti come risorsa e per questo serve maggiore consapevolezza da parte di tutti. E per fare ciò è necessario che i cittadini vengano formati ed educati".

Una volta passati all'acquisto formale dell'azienda e dei suoi rami, si potrà chiudere la partita del contratto di servizio, questa volta "legato al piano industriale. Questo prevede - spiega Marino - che ci possano essere entrate diverse per l'azienda da quelle determinate dalla Tares. Mi permetto di sottolineare l'importanza di dare una seconda vita ai rifiuti: carta, organico e plastica hanno un valore importante". Poi tenta ancora una volta di sfatare una vecchia leggenda: "Non è vero che i rifiuti vanno tutti a Bellolampo. Capita, purtroppo, che qualche partita 'contaminata' venga portata in discarica e questa diventa una perdita per la città e l'azienda. Fortunatamente la sesta vasca della discarica ci permette di 'respirare' per i prossimi tre anni".

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