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Rifiuti, nasce la Rap: la società che sostituirà l'Amia

Via libera la scorsa notte dal Consiglio comunale. Ma è polemica per l'approvazione pur in presenza del parere contrario dei revisori dei conti, secondo cui, tra le varie, aumenterebbero i costi di gestione provocando un rincaro della Tares

La scorsa notte il consiglio comunale ha dato il via libera a larghissima maggioranza alla costituzione della società Rap, Risorsa ambiente Palermo. Si autorizza così il sindaco a procedere prima con l'affitto temporaneo - per il tramite della nuova società - e dopo con l'acquisto entro sei mesi dell'intero complesso aziendale dell'Amia, la società dichiarata fallita, che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Palermo. Il percorso intrapreso con questo atto impedisce la liquidazione dell'Amia e soprattutto, nelle intenzioni, mette fine al rischio di possibili tentativi di una sua esternalizzazione e privatizzazione, restando un servizio pubblico, con salvaguardia dei livelli occupazionali.

PARERE CONTRARIO. Il Consiglio ha approvato lo statuto e l'atto costitutivo della nuova società, pur in presenza del parere contrario dei revisori dei conti, che il Consiglio non ha ritenuto di condividere. I revisori, in particolare, hanno sollevato alcune obiezioni circa la verifica della congruità del prezzo di affitto e di vendita e sull'assenza di un piano industriale, che consenta di comprendere la vantaggiosità dell'operazione. Inoltre, nella previsione di spesa, il costo del servizio aumenta di circa 40 milioni di euro, in più, con il rischio, secondo i revisori, di un aumento della Tares.

ORLANDO: FUTURO GIA' COMICIATO. Secondo l'Amministrazione, grazie a questo provvedimento si potrà ora formalizzare, come anticipato nei giorni scorsi alle organizzazioni sindacali, la proposta di affitto con diritto di prelazione del ramo di azienda di Amia e Amia Essemme per la gestione di tutti i servizi connessi alla pulizia della città (spazzamento, manutenzione del verde, raccolta e conferimento dei rifiuti, organizzazione e promozione della differenziata, gestione della discarica di Bellolampo, ecc). La nuova Azienda si occuperà anche del monitoraggio e della manutenzione straordinaria delle strade. "Il risultato del voto - ha detto il sindaco Leoluca Orlando - dimostra la bontà della proposta politica e tecnica avanzata dall'Amministrazione comunale che non comporterà un aumento di spesa per le casse comunali e garantirà i livelli occupazionali dei dipendenti, permettendo una maggiore e migliore integrazione e coordinamento dei servizi con le altre Aziende e con gli uffici comunali".

SALTO NEL BUIO O SVOLTA EPOCALE?  Il consigliere comunale di Ora Palermo, Antonella Monastra, parla di "voto complesso" e chiede quale sia la convenienza dell'operazione: "Con la delibera - dice attraverso una nota - si autorizza il Sindaco a costituire un nuovo soggetto, la New Co RAP, totalmente pubblica che diverrebbe acquirente e gestore del ciclo dei rifiuti. La Delibera, elaborata in tempi strettissimi, vista la scadenza per l'offerta  imposta al Comune dal curatore fallimentare alla data del 16/7, è accompagnata da numerosi rilievi del Segretario  e del Ragioniere Generale che tuttavia esprimono parere favorevole. Il Collegio dei Revisori invece, facendo analoghi rilievi, esprime parere contrario alla delibera. Un voto complesso dunque quello di ieri sera: da un lato rilievi di natura tecnica legati alla scarsa conoscenza, soprattutto in prospettiva per la New Co RAP, dei termini economico finanziari dell'operazione". E prosegue: "Mi chiedo infatti  quale sia la convenienza dell'operazione, stando al parere di Revisori: è certa l'amministrazione di poter fare fronte ai costi futuri del Servizio? Dalla  Delibera non è possibile evincerlo. Dall'altro lato però c'è la politica, che in situazioni come queste deve rischiare per il bene collettivo, deve forzare la mano. Ma per chiedere al Consiglio comunale di rischiare e votare sì contro il parere dei Revisori servono altri argomenti, oltre a quello sacrosanto del  mantenimento dei livelli occupazionali.  Tutti i cittadini si ritroveranno dopo a dover pagare l'operazione con una Tares  (la nuova tassa sui rifiuti) molto salata ed un servizio scadente, difficilmente sanabile in tempi brevi. Dunque occorreva che la delibera lanciasse segnali forti e coraggiosi sulla volontà dell'amministrazione Orlando di fare una New Co che mirasse con decisione verso l'obiettivo Rifiuti Zero attivando tutti gli incentivi, anche economici, necessari a promuovere nei cittadini buone pratiche per recupero riciclo riuso raccolta differenziata. Tutto questo non c'è stato,invece: è stato rinviato ad un altro momento, quando la New Co tornerà in aula per il piano industriale e il contratto di servizio,  a scelte oramai fatte. Ho sentito l'esigenza - conclude Antonella Monastra - di fare miei i rilievi dei Revisori, presentando un Ordine del Giorno condiviso dal gruppo del PD e di astenermi sul voto aprendo, nonostante tutto, un credito all'Amministrazione confortata dalla dichiarazione del Sindaco, da me sollecitata, sulla certezza che a Palermo non ci sarà mai l'inceneritore".

"LA REGIONE VIGILI". Sull'argomento è intevenuto anche il deputato all'Ars del Pd Antonello Cracolici: "La Regione vigili su quanto sta accadendo al Comune di Palermo e sulla regolarità delle procedure avviate per l'acquisizione di Amia, anche alla luce del parere contrario espresso dal Collegio dei revisori rispetto alla proposta di delibera votata dal Consiglio comunale. Come è stato denunciato a Sala delle Lapidi dal Pd, è lo stesso Collegio dei revisori che evidenza preoccupanti lacune del piano del Comune - aggiunge Cracolici - dalla carenza di un progetto dettagliato al rischio dell'aumento delle tasse locali a causa di una serie di servizi che non sarebbero previsti nell'attuale piano. Insomma, il Comune ha avviato un'operazione che suscita diverse perplessità". E conclude: "Bisogna assicurare il futuro dei lavoratori Amia e Amia Essemme, ma al tempo stesso  l'azienda deve essere in grado di garantire alla città un servizio finalmente efficiente, senza pesare ancora una volta sulle tasche dei palermitani: ma il piano del Comune, al momento, non garantisce la prima né la seconda cosa. La Regione - conclude Cracolici - metta in campo tutti gli strumenti per impedire che l'Amia passi da un fallimento all'altro".
 

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