Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca Piazza Colajanni Napoleone

Scippa tredicenne e scappa in monopattino, iPhone ritrovato dalla polizia a Ballarò

Disavventura per un ragazzino in via Ruggero Settimo. Gli agenti però grazie alla funzione "Trova iPhone" hanno ritrovato il telefono dentro un mobiletto in piazza Colajanni Napoleone. Il padre: "Li ringrazio per la loro caparbietà"

(foto archivio)

Un ragazzino viene scippato in centro ma il suo smartphone viene trovato mezz’ora dopo dalla polizia in un mobiletto abbandonato a Ballarò. Il furto risale a lunedì in via Ruggero Settimo dove un tredicenne è stato derubato da un uomo a bordo di un monopattino. A raccontare l’accaduto è il padre del ragazzino che ha voluto ringraziare gli agenti per la loro caparbietà che ha permesso di recuperare il cellulare: "Non so come abbiano fatto, ma sono stati capaci di trovare un ago in un pagliaio. Mio figlio - spiega a PalermoToday - inizialmente si è molto spaventato ma poi si è dimostrato un vero ometto e piano piano ha superato l'episodio".

E’ successo tutto in pochi minuti, all’angolo con via Cavour. "I miei figli, un maschietto di 13 anni e una femminuccia di 15, erano andati alla Feltrinelli con un’amica. Una volta usciti - ricostruisce il padre - un uomo a bordo di un monopattino gli è passato accanto e gli ha sfilato lo smartphone dalle mani. Mia figlia ha provato a inseguire lo scippatore e poi, invece di contattare me, ha preferito chiamare prima la polizia. E devo dire che sono stato sorpreso dalla sua reazione molto matura e dalla tempestività con cui sono intervenuti gli agenti".

I poliziotti hanno ascoltato l’uomo che nel frattempo aveva raggiunto i figli e, confrontandosi con lui, hanno avuto un’idea risultata poi vincente. "Abbiamo attivato la funzione ‘Trova iPhone’ - racconta ancora - e abbiamo rintracciato il dispositivo". A quel punto gli agenti, seguendo insieme all’uomo il percorso fatto dallo scippatore con il cellulare, si sono ritrovati a piazza Colajanni Napoleone e hanno cominciato a cercare in tutti i posti in cui sarebbe stato possibile nascondere qualcosa.

"Non so come abbiano fatto ma alla fine - conclude il padre - hanno aperto un mobiletto semidistrutto e abbandonato per strada: dentro c’era lo smartphone di mio figlio. Avevano però gettato la sim per ‘disattivarlo’, in attesa probabilmente di tornare in serata o l’indomani per recuperarlo. Invece è stato riconsegnato dai poliziotti al legittimo proprietario. Mia figlia invece, cosciente di quanto accaduto e dell’apporto da lei fornito, alla fine mi ha detto: ‘Papà, da grande voglio fare il magistrato, per favorire la giustizia e collaborare con le forze dell'ordine che aiutano le persone".

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