Cronaca

Ragazza dalla Libia col barcone, dopo 5 mesi ritrova il figlio che credeva morto

È l'incredibile vicenda di una giovanissima eritrea di 20 anni che, arrivata lo scorso maggio a Palermo dopo un soccorso in mare insieme al suo bambino di soli dieci giorni, torna finalmente a parlare. E, superati i traumi, scopre che il suo bimbo è vivo

La ragazza, soccorsa in un barcone a largo di Lampedusa lo scorso maggio, è riuscita di nuovo a parlare, sorridere e ad incontrare anche il suo bambino. Ha iniziato a raccontare e ad interagire positivamente nei confronti di tutti coloro che in questi mesi le sono stati vicino. È la storia di S., giovanissima eritrea di 20 anni che, arrivata lo scorso maggio a Palermo, fortemente traumatizzata, dopo un soccorso in mare avvenuto in elicottero insieme al suo bambino di soli dieci giorni, si era chiusa in un preoccupante mutismo, rifiutando pure il cibo e qualsiasi visita medica.

Fra i traumi che ha subito la ragazza  potrebbero esserci state anche le condizioni, si presume tremende, in cui è avvenuto il parto del suo bambino in Libia. Adesso non solo ha ripreso a parlare con tutti ma soprattutto è riuscita ad incontrare il suo bambino che credeva morto.

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