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Terrasini si stringe al bimbo operato al cervello, il sindaco: "Servono cure, aiutiamo la famiglia"

Il piccolo, di soli 3 anni, è stato sottoposto a un lungo e delicato intervento per la rimozione di un tumore al Meyer di Firenze. L'appello di Giosuè Maniaci sui social. La mamma a PalermoToday: "Io e mio marito non lavoriamo, qualsiasi sostegno è gradito"

Un bimbo di soli tre anni, di Terrasini, lo scorso 19 febbraio è stato sottoposto a un lungo e delicato intervento al cervelletto per la rimozione di un tumore. L'operazione, durata quasi 7 ore, sembra essere riuscita e Giuseppe, questo il nome del piccolo, adesso si trova nel reparto di terapia intensiva del Meyer di Firenze. Fra 7-10 giorni si avrà l'esito dell'esame istologico. In ogni caso dopo le dimissioni è previsto un lungo percorso neuroriabilitativo, presso l'Ircss Fondazione Stella Maris di Calambrone-Pisa, per recuperare le aree motorie o del linguaggio che potrebbero essere compromesse. 

Per aiutare la famiglia del bimbo il sindaco del Comune dove risiede, Giosuè Maniaci, ha lanciato un appello su Facebook: "Chiunque di voi voglia fare un piccolo gesto di solidarietà e umanità, può fare una piccola donazione al seguente Iban IT76D0503443211000000251107. Intestatario: Arculeo Paolo. Oppure su carta prepagata numero 5333171052834278. Codice fiscale: RCLNGL96D22G273P. La nostra comunità ha dimostrato solidarietà e unità durante questa pandemia. Sono convinto che anche questa volta saremo in grado di sostenere i nostri concittadini e soprattutto di dare una mano a Giuseppe per tornare a sorridere!. Ci attiveremo anche come Comune per per dare un sostegno ai suoi genitori, due persone perbene che in quest'anno hanno affrontato tante spese per il loro piccolo nonostante le difficoltà economiche acuite dal periodo di pandemia". 

E anche in questi giorni i genitori di Giuseppe, che hanno anche un altro figlio di 11 mesi, dovranno affrontare altre spese. "A Firenze - racconta la mamma a PalermoToday - io, mio marito e il piccolo alloggiamo in una fondazione, ma appena andremo via da qui e raggiungeremo Pisa dovremo trovare un alloggio il più vicino possibile all'ospedale perchè lì non ho trovato nessun ente a cui chiedere ospitalità e dovremo restarci per un po', almeno un mese". La mamma di Giuseppe non lavora. "Anche se abbiamo scoperto il tumore di Giuseppe solo nel 2020, il bimbo - aggiunge - aveva già un'altra malattia: ha avuto un'ischemia alla nascita ed è rimasto affetto da una paralisi ad un emilato quindi non lavoro per occuparmi di lui. Mio marito invece ha perso il lavoro a causa della pandemia. Ne aveva appena trovato un altro come autista per una cooperativa, ma ha dovuto mettersi in aspettativa non retribuita per raggiungere la Toscana e seguire l'intervento di nostro figlio. Se qualcuno vuole darci una mano - prosegue - lo ringrazio con tutto il cuore, per ogni piccolo gesto. Non ho parole per la vicinanza mostrata da persone che nemmeno conosco. Abbiamo già ricevuto diverse donazioni". 

La mamma di Giuseppe è commossa e in trepidazione allo stesso tempo, parla dal Meyer dove è in attesa dell'esito della risonanza magnetica: "Il neurochirurgo che ha operato mio figlio - conclude - crede di aver rimosso tutta la massa tumorale, ma per essere certi che l'intervento sia riuscito dobbiamo aspettare. Chiedo a chi ne abbia voglia di pregare per lui, per noi".

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