Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Referendum eutanasia legale, il tour siciliano per la raccolta firme parte da Palermo

L'obiettivo dell’associazione Luca Coscioni è quello di raccogliere 500 mila adesioni entro il 30 settembre per proporre un quesito referendario e abrogare parzialmente la norma così da garantire la "disponibilità della vita" e l'autodeterminazione individuale

Si inizia il 26 luglio a Palermo, in via Generale Magliocco, e si finisce mercoledì a Messina per presentare il referendum sull’eutanasia legale e imprimere un’accelerata alla raccolta firme. L’associazione Luca Coscioni lancia un tour di tre giorni in Sicilia per raccogliere le adesioni - 500 mila quelle necessarie entro il 30 settembre - per proporre un quesito referendario e abrogare parzialmente l’articolo 579 del codice penale, ovvero l’omicidio del consenziente. La conferenza di Marco Cappato è prevista per lunedì 26 luglio, ore 10, in via Generale Magliocco. "Sara un’occasione - si legge in una nota - affinché anche dalla Sicilia possa arrivare un contributo significativo al raggiungimento dell'obiettivo".

Già 170 mila le firme quelle raccolte, 6 mila delle quali solo nell’Isola, grazie al contributo di numerose associazioni e oltre diecimila volonari. "Una risposta iniziale sorprendente, visto il silenzio della politica ‘ufficiale’, che ci consente di partire - commenta Marco Cappato - ma che deve crescere ancora per raccogliere le 500 mila firme da consegnare in corte di Cassazione il 30 settembre. Siamo incoraggiati dall’entusiasmo che si sta registrando. Una rete in continua crescita che vuole garantire il diritto al referendum su un tema come quello dell'eutanasia. Chiamiamo dunque a raccolta le persone che ci vogliono aiutare, oltre ad avvocati, sindaci e amministratori locali, parlamentari e consiglieri regionali che possono autenticare le firme e offrire un’adeguata informazione intorno a questa opportunità".

Il referendum vuole abrogare parzialmente - viene ricostruito sul sito del comitato promotore - la norma che impedisce l’introduzione dell’eutanasia legale in Italia. L’omicidio del consenziente, infatti, non è altro che un reato speciale (rispetto a quello di portata generale di cui all’articolo 575 sull’omicidio) inserito nell’ordinamento per punire l’eutanasia. Con questo intervento referendario l’eutanasia attiva sarà consentita nelle forme previste dalla legge sul consenso informato e il testamento biologico, e in presenza dei requisiti introdotti dalla sentenza della Consulta sul "caso Cappato", ma rimarrà punita se il fatto è commesso contro una persona incapace o contro una persona il cui consenso sia stato estorto con violenza, minaccia o contro un minore di diciotto anni.

Per quanto riguarda, invece, condotte realizzate al di fuori delle forme previste dall’ordinamento sarà applicabile il reato di omicidio doloso (articolo 575). L’eutanasia attiva è vietata dal nostro ordinamento, spiegano ancora dal Comitato, sia nella versione diretta, in cui è il medico a somministrare il farmaco eutanasico alla persona che ne faccia richiesta (articolo 579 omicidio del consenziente), sia nella versione indiretta, in cui il soggetto agente prepara il farmaco eutanasico che viene assunto in modo autonomo dalla persona (articolo 580 istigazione e aiuto al suicidio), fatte salve le scriminanti procedurali introdotte dalla Consulta con la Sentenza Cappato.

Forme di eutanasia "passiva", ovvero praticata in forma omissiva, cioè astenendosi dall’intervenire per tenere in vita il paziente in preda alle sofferenze, sono già considerate penalmente lecite soprattutto quando l’interruzione delle cure ha come scopo di evitare il cosiddeto "accanimento teraputico". E' però vero che molti casi ambigui creano condotte "complesse" o "miste" che non consentono spesso di distinguere con facilità se si tratti di eutanasia mediante azione od omissione e soprattutto pongono il problema di una possibile disparità di trattamento ai danni di pazienti gravi e sofferenti affetti però da patologie che non conducono di per sé alla morte per effetto della semplice interruzione delle cure. Proprio al fine di non creare discriminazioni tra tipi di malati, emerge l’esigenza di ammettere l’eutanasia a prescindere dalle modalità della sua esecuzione concreta (attiva od omissiva).

"Per questi motivi si prospetta efficace intervenire - si legge ancora sul sito ufficiale - con questo referendum parzialmente abrogativo dell’articolo 579. Questo per una duplice ragione: innanzitutto intervenendo su questo si può esplicitamente richiamare il concetto di eutanasia; secondo poi la Corte, essendo intervenuta nella sentenza Cappato sull’articolo 580, può fare ricadere la disposizione come abrogata in una cornice normativa già delineata dalle sue pronunce in materia. La norma che residua, infatti, ha al suo interno l’espressione 'col consenso di lui' il cui significato risulta coordinato alle leggi dell’ordinamento e agli interventi della Corte"

Le tappe del tour

Dopo Palermo (presso il tavolo di raccolta firme, ore 10, via Magliocco, altezza H&M), il tour proseguirà con Trapani (conferenza stampa alle ore 16 in piazza Municipio 1, presso il tavolo di raccolta firme). Martedì 27 luglio appuntamento ad Agrigento (conferenza stampa alle ore 10 in piazza Giglia, San Leone, presso il tavolo di raccolta firme), a Enna (conferenza stampa alle ore 15 presso Etoile Bar, viale dell'Unità d'Italia, 57, al tavolo di raccolta firme) e Catania (conferenza stampa alle ore 17 in Ppazza Federico di Svevia, castello Ursino, presso il tavolo di raccolta firme). Ultime due tappe, mercoledì 28 luglio, a Marina di Ragusa (conferenza stampa alle ore 10 in piazza Duca degli Abruzzi, presso il tavolo di raccolta firme) e Messina. Alle 17.30 Marco Cappato chiuderà il tour siciliano e prima di salire sul traghetto saluterà una delegazione del comitato promotore all’imbarco traghetti C&T.

Il comitato promotore del referendum

Il referendum per l’eutanasia legale è promosso da associazione Luca Coscioni e fanno finora parte del comitato promotore: Radicali italiani, Partito socialista italiano, Eumans, Volt, Più Europa, Possibile, Sinistra italiana, Federazione dei verdi. Il Comitato è aperto all’adesione di associazioni, partiti, movimenti sindacati e altre organizzazioni trai i primi sostenitori ci sono là Arci nazionale e la Cgil nuovi diritti.
 

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