Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Rifiuti, Palermo impara a differenziare ma non basta: resta ultima in Italia

Pubblicato il rapporto Rifiuti Urbani Ispra. Treviso svetta con l'86,9%, mentre il capoluogo siciliano ottiene il risultato peggiore con il 17,4%. La Città metropolitana in un anno ha registrato un incremento di 9,1 punti ma resta fanalino di coda dello Stivale

Palermo impara - lentamente - a differenziare i rifiuti, ma non basta per recuperare il gap con il resto d'Italia. E' quanto emerge dal Rapporto Rifiuti Urbani Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) 2020. La città più virtuosa è Treviso che raggiunge l'86,9%, seguita da Ferrara con l'85,9% e Pordenone con 85,5%. Inchiodate al fondo della classifica Messina con il 18,8% e Palermo con il 17,4%. Guardando alla Città metropolitana nel suo complesso, quella di Palermo in un anno ha registrato un incremento di 9,1 punti passando dal 19,9% del 2018 al 29% del 2019 ma, come messo nero su bianco dall'Ispra, non basta e resta fanalino di coda in Italia. (Al primo posto sempre Treviso).

La raccolta differenziata in Italia

A livello nazionale tra il 2018 e il 2019 c'è stato un incremento della raccolta differenziata pari a 3,1 punti rispetto raggiungendo il 61,3% della produzione nazionale; dal 2008 la percentuale risulta raddoppiata. La raccolta passa da circa 9,9 milioni di tonnellate a 18,5 milioni di tonnellate. 

Livello regionale

Il Sud supera per la prima volta il 50% di raccolta differenziata confermando il trend di crescita degli ultimi anni, con un aumento della percentuale di 4,5 punti. I maggiori incrementi in Molise (+12 punti) e Sicilia (+9 punti), seguite dalla Sardegna (+6,3), dalla Puglia (+5,2) e dall'Abruzzo (+ 3,1).

Nel 2019 superano l'obiettivo del 65% di raccolta differenziata, fissato al 2012 dalla normativa, 8 Regioni: Veneto (74,7%), Sardegna (73,3%), Trentino Alto Adige (73,1%), Lombardia (72%), Emilia Romagna (70,6%), Marche (70,3%), Friuli Venezia Giulia (67,2%) e Umbria (66,1%).

Al di sopra del 60% la Valle d'Aosta (64,5%), il Piemonte (63,2%), l'Abruzzo (62,7%) e la Toscana (60,2%). Inferiore al 50% risulta la raccolta in Basilicata (49,4%) e Calabria (47,9%). La Sicilia rimane al di sotto del 40%, pur facendo registrare un aumento di 9 punti rispetto al 2018 (dal 29,5 al 38,5%). 

Livello provinciale

Come negli anni precedenti, i livelli più elevati di raccolta differenziata sono stati nella Provincia di Treviso, che nel 2019 si attesta all'87,7%, seguita da Mantova (86,8%), Belluno (84,4%) e Pordenone (81,5%). I livelli più bassi di raccolta differenziata si osservano per le province di Palermo (29%, nel 2018 19,9%), Crotone (30,8%, a fronte del 27,3% del 2018), Messina (32,8%, nel 2018 28,7%) e Foggia (34,1%%, nel 2018 33%).

La Città metropolitana di Roma Capitale raggiunge il 51,2%. Il valore più basso, 29%, si registra per Palermo che, in ogni caso, fa rilevare, nell'ultimo anno, un incremento di 9,1 punti (19,9% nel 2018).

I capoluoghi promossi e quelli bocciati

I comuni capoluogo con percentuali di raccolta differenziata più elevate sono Treviso che raggiunge 86,9%, Ferrara con l'85,9% e Pordenone con 85,5%. Le città più indietro e ancora sotto al 20% sono Messina con il 18,8%, Palermo con il 17,4%, Taranto con il 16%, Catania con il 14,5% e Crotone con l'11%.

Cosa si differenzia

L'organico si conferma la frazione più raccolta in Italia. Rappresenta il 39,5% del totale anche se nel 2019 fa registrare un aumento (+3,1%) più contenuto rispetto a quello del precedente biennio (+6,9% tra il 2017 e 2018). Carta e cartone rappresentano il 19,1% del totale; segue il vetro con il 12,3% e la plastica che rappresenta l'8,3% della raccolta che fa registrare una crescita del 12,2%, con un quantitativo complessivo pari a oltre 1,5 milioni di tonnellate. Il 94% dei rifiuti plastici raccolti in modo differenziato è costituito da imballaggi. 

Le reazioni

“I dati di Ispra sulla raccolta differenziata confermano il percorso virtuoso della Sicilia che a livello nazionale risulta la seconda regione per incremento percentuale ottenuto nel 2019”. Lo afferma l’assessore regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon, commentando il rapporto annuale sui rifiuti urbani dell'Ispra, l'istituto di ricerca del ministero dell'Ambiente, riferito al 2019. “Tanto c’è ancora da fare per recuperare terreno e raggiungere la media nazionale – chiarisce l’assessore – ma l’incremento di 9 punti in un anno certamente conferma l’efficacia dell’azione del governo Musumeci e l’impegno dei Comuni. Sulla media regionale tra l'altro pesa il dato delle tre città metropolitane su cui però sono in corso attività importanti che vedono impegnati i governi nazionale, regionale e locale, al lavoro per invertire la rotta. Siamo riusciti inoltre a sbloccare finalmente un accordo del 2011 col ministero dell’Ambiente e il Conai che consentirà di erogare 18 milioni circa per Palermo, Catania e Messina, proprio per la raccolta differenziata e il controllo del territorio. Siamo certi che il piano rifiuti in fase di adozione e la realizzazione degli impianti previsti contribuiranno ad allineare i numeri della Sicilia al resto d’Italia”.

"Dopo il crollo del 2018 - dichiara Antonino Randazzo, capogruppo M5S in Consiglio comunale - si registra finalmente un incremento del 7% nel 2019 che porta la raccolta differenziata al 17,39%. Incremento legato all’avvio del porta a porta in centro storico e Borgo Vecchio e all’apertura di 5 centri comunali di raccolta. Pur apprezzando lo sforzo di Rap ritengo che siamo ancora distanti dalle medie nazionali e dagli obblighi di legge e che tantissime ancora sono le disfunzioni in merito alla raccolta differenziata e il servizio di gestione rifiuti a Palermo. Chiediamo, come abbiamo già fatto qualche settimana fa con una nota trasmessa all'assessore Sergio Marino e al sindaco Orlando, pertanto di proseguire nella direzione dell’estensione del 'porta a porta', prevedendo una copertura di almeno il 50% della popolazione con il sistema di raccolta domiciliare e continuando a potenziare  i centri comunali di raccolta con l’obiettivo di arrivare ad almeno 20 punti in città attivando gli incentivi per i cittadini virtuosi che differenziano presso le isole ecologiche". 

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