Cronaca Calatafimi

"Ragazzina disabile violentata in auto e anche in gruppo", ma non era vero: assolto

La presunta vittima aveva denunciato che l'imputato, originario della zona di corso Calatafimi, quando andava a prenderla a scuola ne avrebbe approfittato per stuprarla e per costringerla ad avere rapporti con altri uomini. Ma il racconto non avrebbe trovato riscontri. Il pm aveva chiesto 9 anni di carcere

Sarebbe andato a prenderla a scuola, ma poi anziché riportarla a casa, avrebbe abusato ripetutamente di lei in macchina e avrebbe pure organizzato incontri con altri uomini durante i quali avrebbe costretto la ragazzina - affetta peraltro da un lieve ritardo mentale - a subire rapporti sessuali di gruppo. Una storia agghiacciante quella denunciata qualche anno fa da una quindicenne che però non ha affatto convinto i giudici della seconda sezione penale: l'imputato, 51 anni, amico di famiglia della presunta vittima, è stato infatti assolto da ogni accusa. Per lui la Procura aveva chiesto invece una condanna a 9 anni di reclusione.

Il collegio presieduto da Roberto Murgia ha accolto le tesi dell'avvocato Francesco Marcatajo (nella foto sotto), che durante il dibattimento ha messo in evidenza tutta una serie di incongruenze nel racconto della giovane, che oggi ha 24 anni. Un elemento tra tutti: la presunta vittima ha riconosciuto l'auto in cui sarebbe stata più volte stuprata tra il 2012 ed il 2013 in una Fiat Stilo grigia, ma questa stessa macchina è stata acquistata invece anni dopo dall'imputato.

In base alla ricostruzione della Procura, l'uomo, originario della zona di corso Calatafimi, sarebbe stato spesso incaricato dalla madre della presunta vittima di andarla a prendere a scuola, visto che lei lavorava. Tutto sarebbe filato liscio per diversi anni, finché un giorno la giovane tornando a casa non avrebbe iniziato a piangere a dirotto e, su sollecitazione della nonna, avrebbe raccontato che l'imputato avrebbe approfittato di quei momenti in cui sarebbe stato solo con lei per violentarla. Abusi sessuali che sarebbero avvenuti in macchina, in parcheggi isolati, ma non solo.

avvocato francesco marcatajo-2La ragazzina ha infatti riferito che una volta l'imputato l'avrebbe portata in una villa di Ficarazzi, dove sarebbero stati presenti anche altri due uomini, tra cui - a suo dire - un infermiere, e che tutti l'avrebbero costretta ad avere rapporti sessuali. In un altro caso ancora, la presunta violenza sessuale sarebbe avvenuta in spiaggia, nella zona di Romagnolo, dove l'imputato avrebbe abusato di lei e di un bambino.

Sulla scorta di una consulenza della Procura, la presunta vittima era stata ritenuta credibile e l'amico di famiglia era stato rinviato a giudizio. Durante il processo, però, la difesa ha messo in luce come non vi sarebbero stati elementi di riscontro alla versione fornita dalla giovane. Oltre all'aspetto legato alla macchina in cui sarebbero avvenuti gli abusi, appariva poco plausibile per esempio che in piena estate e di giorno la presunta vittima potesse essere stata stuprata in spiaggia assieme ad un bambino senza che nessuno si accorgesse di nulla. Non solo. L'avvocato ha dimostrato come fino a circa due mesi prima della denuncia, la ragazzina avrebbe contattato l'imputato su Facebook, chiamandolo anche "tesoro", a dimostrazione che i rapporti tra i due sarebbero stati sereni. Elementi che i giudici avranno ritenuto fondati e che li hanno portati a scagionare totalmente l'imputato.
 

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