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Giovedì, 19 Maggio 2022

VIDEO | Quello che doveva accadere, al Museo Riso una mostra per riflettere sulla strage di Ustica

L’artista e performer marchigiano Giovanni Gaggia da oltre dieci anni ha dato vita a un progetto che riflette sul legame tra arte e memoria e sull’importanza e la necessità della memoria come impegno civile. L'esposizione sarà visitabile fino al 26 giugno

27 giugno 1980: il DC9 dell’Itavia in volo tra Bologna e Palermo viene abbattuto al largo dell’isola di Ustica, muoiono 81 persone. L’artista e performer marchigiano Giovanni Gaggia da oltre dieci anni ha dato vita a un progetto che riflette sul legame tra arte e memoria e sull’importanza e la necessità della memoria come impegno civile. Progetto che nasce da una visita che Gaggia fece nel 2010 al Museo per la Memoria di Ustica, a Bologna, dove è custodita la grandiosa e poetica installazione di Christian Boltanski, costruita intorno alla carcassa dell’aereo. Gaggia inizia a disegnare, i suoi schizzi vivono attorno a tracce ematiche, nasce così SanguinisSuavitas, come segno di memoria viva. Cinque anni dopo, a Palermo, Gaggia realizza un arazzo, in cui ricama la frase Quello che doveva accadere, pronunciata da Daria Bonfietti (presidente dell’Associazione Parenti delle vittime della strage di Ustica) durante il loro primo incontro. Resta sospesa l’ultima lettera, che l’artista ricamerà invece a Bologna, durante una performance. Nel 2016 Gaggia incontra le figlie di Aldo Davanzali, proprietario della compagnia aerea Itavia, morto nel 2005 e considerato a tutti gli effetti l’ottantaduesima vittima della strage. Dopo questo incontro, l’artista torna nuovamente sull’arazzo, dando vita a un nuovo capitolo del percorso. Quello che doveva accadere è diventato così un progetto composito, artistico e civile, che utilizza linguaggi diversi. 

È giunto il momento di tornare a Palermo: "Quello che doveva accadere | Pratica Poetica Politica", a cura di Desirée Maida, è stata inaugurata oggi e sarà visitabile fino al 26 giugno al Museo regionale di Arte moderna e contemporanea. La mostra inaugura l’allestimento definitivo dell’ala nuova di RISO, realizzato con il contributo di Fondazione Sicilia. Tre sale che segnano la narrazione, arricchendo e ampliando gli spazi per le esposizioni temporanee in dialogo con la collezione del museo. La mostra, fortemente voluta dall’assessore Alberto Samonà, promossa dall’Assessorato e dal Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, è organizzata e prodotta dal Museo Riso e da Terzo Millennio srl – Progetti Artistici; realizzata con la collaborazione del Museo Tattile Statale Omero di Ancona – per il quale Gaggia ha realizzato un arazzo con la scritta Quello che doveva accadere in Braille – e di Istituzione Bologna Musei | Museo per la Memoria di Ustica, in partenariato con l’associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica e l’Associazione Noi dell’Itavia.

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