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"Quando le ballerine danzavano col pallone", in un libro la storia del calcio femminile

La presentazione rientra nel programma messo a punto dal Consiglio comunale per "il mese della donna, 8 marzo e non solo". Presente la campionessa palermitana Pamela Conti: "Non abbiamo niente da invidiare agli uomini"

un momento della presentazione

"Il calcio femminile è diverso da quello maschile, ma solo perché chi va allo stadio lo fa per vedere grandi calciatori. Noi dal punto di vista tecnico, però, non abbiamo niente da invidiare agli uomini. I nostri campi sono uguali, uguale è il pallone". E' lo sfogo della palermitana Pamela Conti, campionessa nazionale di calcio femminile nata a Ballarò, che ha preso parte oggi alla presentazione dei libro di Giovanni Di Salvo, "Quando le ballerine danzavano col pallone". Un excursus sulla storia del calcio femminile, con un particolare riferimento a quello siciliano e palermitano, con il quale l'autore ha voluto testimoniare che anche lo sport, e il calcio in particolare, può essere un vero simbolo di emancipazione. 

L'iniziativa fa parte del programma che il Consiglio comunale ha pensato in sinergia con la presidenza del Consiglio, per "il mese della donna, 8 marzo e non solo". La giornata, in particolare, è stata realizzata dalla consigliera Alessandra Veronese, alla presenza, tra gli altri, dell'autore del volume, del presidente Totò Orlando e dell'assessore allo Sport, Cesare Lapiana. "A fine gennaio - racconta Veronese - ho conosciuto Giovanni e ho dato un'occhiata al libro. Ho subito pensato che fosse interessante perché fa una disamina su una realtà che ha avuto le radici in Sicilia. Perché non parlare anche dell'affermazione della donna attraverso lo sport ed eliminazione delle discriminazioni?".

Un modo, tra l'altro, per affrontare e debellare gli stereotipi. "Quando si pensa a una donna o a una bambina che gioca a calcio si crede che questa è o sarà lesbica. Ma se anche fosse? Non è un fattore discriminante né essere omosessuali né abbracciare uno sport diverso da quello praticato dai più. Questo volume è sicuramente un'occasione per affrontare il problema".  "Il libro - spiega l'autore - vuole essere un'occasione per mostrare quanto le donne hanno dovuto lottare per giocare a calcio. Sembra una cosa strana ma non lo è. Fino al 1933 era necessario un parere medico per poter disputare delle partite. Il Coni poi vietò di praticare calcio e pugilato femminile. Si riprese solo negli anni '60 con le ballerine che erano solite concludere le loro esibizioni con una partita locale. Ci fu un risultato clamoroso che vide le donne giocare contro giornalisti uomini, con uno straordinario 3 a 2 che riempì i titoli dei giornali". 

A piccoli passi il calcio femminile entrò nella famiglia della Figc e nel 1986 venne inserito in ambito della Lega nazionale dilettanti. Nel libro si affronta anche l'arrivo del calcio femminile in paesi come Tunisia e l'integralista Afghanistan, con un'appendice su calcio a 5 e beach soccer, e numerosi aneddoti sulle difficoltà che le donne incontravano anche in famiglia. "Le ragazze erano costrette a giocare di nascosto - aggiunge Di Salvo - da fidanzati e genitori. Nella fine degli anni '60 c'era poi un senso del pudore diverso da quello odierno. Guardare una donna in pantaloncini nascondeva qualcosa di in qualche modo erotico. Si andava allo stadio per vedere queste 22 gambe. Si registrava il pienone. Ora ovviamente non è più così, l'aspetto sportivo. Gli stadi, però, oggi, in occasione delle partite di calcio femminile registrano, ahimé, numeri molto bassi". 

Una realtà, quella dello sport nell'Isola e nel capoluogo in particolare, che si scontra con numerose difficoltà legate alla mancanza di fondi e strutture. Lo dimostra la stessa ex assist woman della nazionale. Cresciuta in una famiglia di sportivi, Pamela inizia la sua carriera con la maglia delle Aquile Palermo e approda poi alla Torres, dove veste la divisa nazionale. "Ho avuto la fortuna - spiega Pamela - di andar via quando avevo solo 16 anni, ma da Roma in giù sono stata l'unica ad entrare in nazionale. Sono stanca, però, di sentire parlare solo del Nord. Noi siamo più forti. Loro sono soltanto agevolati dall'efficienza dei servizi. Noi, per arrivare dove arrivano loro, dobbiamo riuscire ad essere più forti di testa". Lo spiega anche Sandro Morgana, presidente regionale della Figc. "In Sicilia - osserva - ci sono 335 impianti, solo 70 sono fatti in erba vera e sintetica. Il resto risulta inagibile. Perché il calcio femminile non cresce? Perché non entra nelle scuole, perché non ci sono abbastanza campagne di promozione, perché non ci sono fondi e impianti adeguati. A ciò si aggiungono i problemi di trasporto. Spero che questo libro possa servire per puntare l'attenzione su un problema a cui altri non si sono interessati". "Va augurata tanta fortuna a queste donne - dice Totò Orlando - ma le istituzioni devono essere loro vicine". 

Pamela Conti vuole, però, essere il simbolo che - con impegno e determinazione - è possibile superare le difficoltà e realizzare i propri sogni. Dopo numerosi viaggi e vittorie in giro per il mondo, Pamela ha deciso di tornare a Palermo. Qui ha dato vita a un'Accademia di calcio maschile e femminile, presso il Centro Sportivo Pisani di Via La Loggia, dove trasferisce la sua esperienza calcistica a bambini e bambine dai 5 ai 10 anni. "Credo - commenta - di poter essere l'icona del calcio nazionale. Nella mia scuola sono presenti 8 femminucce e 32 maschietti. Purtroppo in Sicilia si vive ancora il tabù delle femmine a danza e dei maschi a calcio. Il problema penso sia legato alla cultura maschilista presente e ai tabù della donna che deve stare in casa. Lo sport può aiutare a cambiare tutto ciò e rappresenta un ottimo appiglio per combattere il problema della criminalità, della tossicodipendenza". Al centro delle "lezioni" di tecnica sportiva c'è però un aspetto essenziale, che è quello dell'educazione. "I miei bambini devono chiedermi il permesso per andare in bagno, perché io devo avere tutto sott'occhio e loro devo imparare anche il rigore e l'importanza delle regole". Un consiglio, infine, a tutte le bambine che vogliono avvicinarsi a questo mondo ma hanno paura nel farlo. "Lottate per ciò che volete. Se non sarà oggi succederà domani. Pensate che ognuna di voi ha la propria vita e deve essere libera di viverla come desidera". 

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