Scontro tra pool d'esperti e Comune sul Pums: "Va sospeso", "Vogliono bloccare il tram"

Due giorni dopo l'adozione in Giunta del Piano della mobilità sostenibile, un gruppo di professionisti scrive al sindaco: "Atto subordinato al tram e non viceversa, procedura da stoppare". Replica l'assessore Catania: "Sono gli stessi che hanno fatto ricorso al Tar, la loro è una posizione ideologica"

Un rendering delle nuove linee del tram in centro

Il Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile) nel mirino di un gruppo di professionisti riuniti nel comitato perPalermo. Piovono critiche sull'atto adottato due giorni fa dalla Giunta, che viene definito "preconfezionato" e soprattutto "subordinato alla realizzazione del tram e non viceversa come la legge esige". Tanto che il pool di tecnici - formato da Roberto Bissanti, Giovanni Margiotta, Massimiliano Giudice, Fabio Davì, Carmelo Sardegna, Fabio Alfano, Giovanni Moncada e Francesco Cappello - in una lettera aperta al sindaco Leoluca Orlando chiede "l’urgente sospensione delle procedure in corso". Perché, spiegano ancora, "non si può partire dalla tesi" (la necessità delle nuove linee del tram) "per arrivare alla programmazione" (il Pums).

La risposta dell'assessore comunale alla Mobilità, Giusto Catania, è un contrattacco a testa bassa al pool di professionisti. Malgrado questi abbiano subito tenuto a precisare "come non ci sia da parte del Comitato perPalermo alcuna preclusione ideologica nei confronti di opere come le nuove linee del tram appena varate". Catania ribatte su quella che ritiene invece essere proprio un'opposizione ideologica. "Mi complimento con questi super tecnici - dice ironicamente l'esponente della Giunta Orlando - che in meno di 48 ore hanno letto le oltre 600 pagine e tabelle del Pums ed hanno pure trovato il tempo di redigere un presunto documento tecnico di controdeduzioni. Peccato che vorrebbero spacciare tali deduzioni come 'non ideologicamente contrarie al tram', quando è invece evidente a tutti che il loro documento altro non è che la riproposizione degli argomenti già contenuti nel ricorso". L'accusa di Catania si fonda sul fatto che i firmatari della lettera siano praticamente gli stessi che abbiano presentato al Tar il ricorso sul tram. 

"Ho appreso che un gruppo di firmatari del ricorso contro il tram - incalza l'assessore alla Mobilità - dismessi apparentemente tali panni ed assunti quelli di un sedicente Comitato di professionisti per Palermo, ha diffuso oggi alle ore 14 una nota di dieci pagine con presunte argomentazioni tecniche contro il Pums, presentato mercoledì pomeriggio alle ore 15. Argomenti privi di qualsiasi argomentazione reale se non il tentativo d'impedire di realizzare un'opera che finalmente permetterà di collegare le periferie, tutte le periferie al centro cittadino e che permetterà di dare una vera alternativa al mezzo privato, per il bene della salute di tutti noi".

"Nessuna controdeduzione ma critiche al perscorso del Pums" tengono a precisare i componenti del Comitato PerPalermo. Posizione che l'ingengere Roberto Bissanti, esperto di energie rinnovabili e sostenibilità, esplicita così: "La presentazione del Piano urbano della mobilità sostenibile da parte della Giunta, tardiva e carente di spiegazioni, rappresenta l’ultimo atto - purtroppo prevedibile - di un percorso di programmazione unilaterale da parte dell’amministrazione che non prevede un confronto reale sulla mobilità con la società civile, e che non tiene conto delle esigenze tecniche e di sostenibilità economica della città". Parole che cozzano con quanto Catania aveva dichiarato in conferenza stampa, ovvero che il Pums era frutto di decine di incontri e che comunque, una volta pubblicato, i cittadini avrebbero potuto presentare le loro osservazioni. 

"Nelle more della redazione di un Pums libero e vero - dichiara l’ingegnere Giovanni Margiotta, presidente emerito dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Palermo - redatto da soggetti esterni, indipendenti ed opportunamente organizzati dal punto di vista tecnico-strumentale, che parta da reali processi partecipati, anch’essi liberi, riteniamo urgente la sospensione delle procedure in corso che risultano peraltro affette da vizi tali che la mancata sospensione in autotutela dell’iter potrebbe portare al loro blocco, con la conseguente perdita definitiva dei finanziamenti". Insomma, i professionisti chiedono uno stop a quello che il sindaco Orlando ha definito "il piano regolatore della mobilità", rivendicando anche il fatto che sia stato un "prodotto fatto in casa". Ovvero dalle strutture comunali, con il contributo dell'Università per quanto riguarda l'analisi economica.

Percorso anche questo contestato dai professionisti che parlano di "inaudita e conflittuale corrispondenza tra controllati e controllori". E nel merito mettono in dubbio "l'utilità del tram, non come strumento connettivo fra le periferie e il centro, ma come mezzo di trasporto prioritario, nei quartieri centrali e centralissimi della città di Palermo, dove altri e infinitamente meno costosi mezzi - a partire da quelli già esistenti - sono in grado di assicurare velocità di percorrenza ed efficienza di gran lunga migliori".

Lo scontro è servito. E si preannuncia un muro contro muro con il Comune. Anche alla luce della controreplica del comitato PerPalermo, che non lesina stoccate all'assessore Catania: "La sua - dicono - è una replica intempestiva e stupefacente, almeno quanto il singolare processo monocratico che ha portato all'adozione del Pums che legittimamente difende. Lui, da ciò che dice a proposito di presunte e inesistenti contrapposizioni ideologiche al tram, a quanto pare non ha trovato cinque minuti per leggere le dieci pagine della nostra lettera aperta, dove si afferma tutto il contrario rispetto al suo comunicato. Quelle del comitato perPalermo non sono affatto controdeduzioni alle seicento pagine che l'assessore si è ben guardato dal rendere pubbliche, ma riflessioni a lui ben note durate mesi e anni. E, esse sì, partecipate. Noi avremo pure trovato, a suo dire, il tempo di leggere 600 pagine, invece di pensare più logicamente che la lettera, evidentemente non letta, contiene già le nostre proposte e che esse precedono necessariamente un processo partecipativo con eventuali controdeduzioni successive e non l'adozione totalmente unilaterale di uno strumento di pianificazione tanto importante".

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