Pubblicato il bando per trovare una sede al Crea, centro pubblico di ricerche in agricoltura

Ne dà notizia la  Flc Cgil Palermo, che esprime la sua soddisfazione per la decisione con la quale "si mette fine a un lungo periodo di incertezza per 50 lavoratori e si scongiura il rischio di una chiusura del centro"

“Finalmente il bando pubblico per trovare una sede stabile al Crea”. Ne dà notizia la  Flc Cgil Palermo, che  esprime la sua soddisfazione per la decisione con la quale si mette fine a un lungo periodo di incertezza e si  scongiura  il rischio di una chiusura del centro per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria.  Nelle due sedi di Palermo e Bagheria dell'ente pubblico di ricerca controllato dal ministero per le Politiche agricole  lavorano 50 tra ricercatori, tecnici, operai agricoli e amministrativi. L'attività  lavorativa è andata avanti in condizioni precarie, come ha più volte denunciato la Flc Cgil Palermo:  le due sedi in affitto all'ente che fa capo al Mipaaf  sono da tempo sotto sfratto. “Come lavoratori abbiamo più volte denunciato negli ultimi anni la situazione di instabilità delle due sedi di Bagheria e Palermo, i cui contratti di affitto sono scaduti da tempo e mai prorogati”,  dichiara Claudio Lo Bosco, rappresentante Flc Cgil Palermo  del Crea-DC .

Adesso, con la pubblicazione del bando, il Crea, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria, cerca  uno o più immobili da acquistare e da  adibire a  sede del Centro di Ricerca Difesa e Certificazione Crea-Dc di Bagheria e Palermo. L'immobile da acquistare, tra i comuni di Palermo e Bagheria, deve essere di superficie pari a 1200 metri quadri e avere la disponibilità di 7 ettari di terreno.   

“Esprimiamo soddisfazione per la pubblicazione dell'avviso pubblico - prosegue Fabio Cirino, segretario generale Flc Cgil Palermo - Ora speriamo che arrivino le proposte di immobili e che i lavoratori, che sono circa 50 tra stabili, precari e stagionali, trovino una sede adeguata, con uffici, laboratori e terreni che consentano loro di proseguire le attività di ricerca, divulgazione e supporto all'economia agraria del nostro territorio”.

L'ultima denuncia della Flc Cgil Palermo risale al febbraio scorso. La situazione di precarietà dei lavoratori  palermitani era stata denunciata anche durante un sit-in sulla situazione generale dell'Istituto organizzato dalla Flc Cgil nazionale davanti al ministero dell'Agricoltura.

Le sedi di Palermo e Bagheria,  in affitto da soggetti privati, avevano  i contratti ormai scaduti da tempo e non più rinnovati. “Ma si  continuava a pagare affitto e indennità di occupazione ai proprietari  -  aggiunge il segretario  Flc Cgil Palermo -  Inoltre le sedi non erano comunque più adeguate al numero di lavoratori, cresciuti negli ultimi anni, e alla quantità e qualità delle attività e dei progetti in atto”. 

In una fase iniziale si era cercato di trovare un immobile attraverso interlocuzione con varie istituzioni (Regione Siciliana, Demanio, Agenzia per i beni confiscati, enti locali, Università, Opere Pie, etc.), senza però arrivare a un esito positivo.

“Una sede adeguata per il Crea-Doc – aggiungono Fabio Cirino e  Claudio Lo Bosco - consentirebbe di implementare competenze, strumentazioni scientifiche e patrimoni genetici e darebbe maggiore respiro e prospettiva alle attività di ricerca, sperimentazione e divulgazione già svolte: un importante presidio di conoscenza e innovazione da preservare, in un settore strategico per il territorio siciliano come quello agroalimentare”.

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I lavoratori del Crea-Doc accolgono ogni anno centinaia di studenti delle scuole siciliane nelle aziende agricole delle sedi di Bagheria e Palermo con progetti, come “Frutta e verdura nelle scuole”, di divulgazione e sensibilizzazione alla corretta alimentazione e alla sostenibilità degli stili di vita. Infine presso le sedi di Bagheria e Palermo si svolgono tirocini pratico applicativi di numerosi studenti dell’Università degli studi di Palermo.  Nell’ambito dell’attività di ricerca a Palermo, particolarmente rilevanti  il progetto “SalvaOlivi” per la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio olivicolo italiano e  il progetto “AgriCultura” per  rafforzare l’occupazione nel sistema della ricerca e sviluppo e la nascita di realtà produttive spin off nel territorio siciliano.   

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